I MILLE VOLTI DELLA DONNA (Femminismo e identità femminile) Quinta parte.
I mille volti della donna (feminismo e identità femminile) quinta parte.
Tutti gli psicoanalisti
sono concordi che la problematica che si riscontra in quasi tutte le pazienti
di sesso femminile ci porta a un substrato molto precoce, tanto da far pensare di
inglobare tutto nella differenziazione maschi-femmine legata alla biologia. La
differenziazione dell’identità di genere è indubbiamente precoce ma non è
originaria e lo si può facilmente intendere dalle esperienze oggettuali nel
rapporto con la madre, i due sessi non sono affatto diversi nei primi giorni di
vita. Di conseguenza le psicosi derivanti da quella prima fase di vita non sono
affatto diverse tra maschi e femmine. Ci sono tante dimostrazioni di studiosi
eccellenti che ci dicono come lo sviluppo delle relazioni oggettuali dell’individuo
è un processo mediante il quale la dipendenza infantile cede piano piano il
posto a una dipendenza più matura fondata sulla differenziazione. Questa fase
evolutiva è accompagnata dal passaggio dal rapporto prettamente orale “succhiante
a uno più evoluto che implica una relazione tra individui indipendenti
completamente differenziati tra loro. Con questo volevo dire che all’inizio i
bambini di entrambi i sessi (tutti i sessi) fanno alcune esperienze
fondamentali comuni che sono antecedenti alla differenziazione sessuale, essi
esperimentano la totale dipendenza dalla madre (non percepita sessualmente ma
come dispensatrice di gratificazioni o frustrazioni). Nei riguardi della madre
il bimbo è sicuramente passivo. In un secondo tempo con l’acquisizione del
movimento sempre più autonomo e della deambulazione il bambino acquisisce una
crescente indipendenza da lei e comincia a respingere il suo aiuto e le sue attenzioni.
Compie attivamente tutte quelle azioni che prima faceva passivamente. Questo
passaggio da una situazione passiva a quella attiva impegna molti anni, un
periodo discretamente lungo dove il bambino fluttua tra diverse tendenze e
ambiguità che raggiungeranno una linea più chiara verso l’adolescenza. Nella
fase adolescenziale si ha finalmente una significativa identificazione dello
stato psico-sessuale maschile e femminile con una connotazione certamente
attiva la prima e passiva la seconda. E’ in questo momento che è possibile
osservare una graduale accentuazione degli aspetti maschili (attivi) e
femminili (passivi) del comportamento e dell’attività psichica. E’ sempre in questa fase dove si accentua l’importanza
del condizionamento culturale, dato dal diverso modo in cui le persone reagiscono
ai bambini e alle bambine, è qui che vengono fuori le diversità culturali tra
maschi e femmine. Questo lungo preambolo dove abbiamo solo ribadito alcuni
concetti scontati della psicoanalisi, ma che ci servono per capire meglio le
due diverse identità di genere. Non solo da questo momento della crescita le
due strade divergono e per entrambi le due identità arriva la rinuncia a
sviluppare una serie di potenzialità importanti. E’ qui che iniziano i guai
dell’identità femminile. Continua...