PENSIERI RAPIDI: Il sesso raccontato

PENSIERI RAPIDI: Il sesso raccontato

PENSIERI RAPIDI: Il sesso raccontato
Quanti scrittori hanno evitato di parlare o raccontare il sesso? Quasi tutti. Anais Nin è sicuramente una scrittrice che non ha paura di osare o diventare noiosa o ripetitiva, eppure nei suoi racconti e nelle sue considerazioni sul sesso è piatta e completamente diversa dall'affascinante autrice di altri argomenti, ecco una sua pagina famosa: <<Tutto il mistero del piacere nel corpo di una donna sta nell'intensità della pulsazione che precede l'orgasmo. A volte è lenta, uno due, tre palpiti che poi lasciano attraverso il corpo un liquore di fuoco e ghiaccio. Se il palpito è debole, in sordina, il piacere è come un'onda più gentile>>. Ho un grande rispetto per Anais, ma questa poteva risparmiarcela, ci ha raccontato in maniera scontata e noiosa qualcosa dove il godimento sembra robotizzato, ovvero che ripete costantemente se stesso. Ci offre una distinzione tra "palpito" e "pulsazione" prima dell'orgasmo. Vi sembra una distinzione possibile? Direi assolutamente no! Credo che il sesso sia indefinibile e non raccontabile senza scadere nella noia, nella reiterazione e nella puerilità. Se non fosse un libro immerso nel disgusto patriarcale, familista e fascista, Il piacere di Gabriele D'Annunzio, potrebbe essere la migliore opera che racconta il sesso. E questo "essere migliore" e meno noioso degli altri, è dovuto alla sua nascita in Pescara dove, fin da piccolo ha potuto apprendere il dialetto abruzzese che tra i dialetti italiani è quello, l'unico, che consente di esprimere concetti estremamente raffinati e complicati. Quindi D'Annunzio ha potuto offrirci un opera con grande valore letterario, ma di contenuto sfuggente e difficile da giudicare, perché raccontare un amplesso, pur con raffinatezza, è comunque descrivere gli stessi comportamenti (e tutte le solite varianti immaginabili), dove tutte le identità di genere sono state e sono imprevedibilmente e unicamente protagoniste. Il sesso, come l'innamoramento, hanno la loro potenza proprio nel ripetersi e riproporsi con intensità mai uguali, questo lascia pensare che tutti i racconti, pur se fortemente erotici, sia come i video porno, melensi, noiosi, sgradevoli, e destinati a un pubblico adolescente o nello stato di adulto sprovveduto. Per scrivere di sesso, o meglio di erotismo, allo scrittore occorre tanta presunzione, e tanta megalomania infantile. Come è possibile narrare stati così sottili, a volte imperscrutabili del nostro essere? Ridurli in schemi leggibili, considerarli estesi a una maggioranza, ed esportarli agli altri, è come pretendere che l'orbita di un pianeta venga in qualche modo fatta diventare un percorso rettilineo. Inutile impegnarsi tanto, il sesso resta unico, imprevedibile, affascinante, di grande valore emozionale, e comprensibile solo ai protagonisti. Ai lettori e agli "spettatori" che cercano distrazione resta un valore moderato e scadente. Resta assai curioso invece, come diventa eccitante essere spettatori involontari. Il sesso perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un’ossessione meccanicistica. Il sesso diventa una noia. Non prospera nella monotonia. Il sesso vive ed è un'esplosione dei sensi con l'imprevedibilità, l'invenzione continua, con il senso di incertezza di chi "deve attendere" qualcosa di inatteso. Il sesso è potenziamento reciproco delle proprie qualità. E' Attenzione e curiosità. E' Attesa e azione. Un istante diventa lunghissimo e un'ora diventa un istante. Il sesso non ha limiti certi, si alimenta di risate, di lacrime, di gelosia, di paura, di parole dolci e delle peggiori parolacce. Il sesso avanza tra generosità, creatività, altruismo, musica, danza, vino e fumo. Tutto è una promessa, una messa in scenza, una recita. Uno degli attori chiede all'altro di recitare se stesso, chiede di aggiornare il copione per amare sempre di più e ricevere ancora di più. A volte si oltrepassa il senso del limite. Quando un protagonista della coppia resta troppo centrale per la dominanza dell'altro, ecco che i limiti fisici sono gestiti univocamente, e chi decide per tutti e due, deve essere molto altruista, deve essere "protettivo" verso colui o colei che, anche troppo generosamente, "dona" il proprio corpo. Ecco, anche io sono un presuntuoso,  ho voluto schematizzare la nostra vita sessuale, pur riconoscendo l'impossibilità di "confinare", il nostro aspetto umano più indefinibile. Sopra: una scultura di Yves Pires