AGGRESSIVITA', VIOLENZA E FUGA

Aggressività, violenza e fuga.
L'essere crudeli ha tante forme. Sostituendosi alla giungla, al contrasto tra corpi, alla ferocia istintiva e alla violenza frontale, la conversazione permette alla nostra bestialità di consumarsi senza danno immediato per i nostri simili, senza uccidere nessuno. Se, per un assurdo perdessimo l'uso della parola, nessuno si sentirebbe più al sicuro. Il male come bisogno di uccidere sembra iscritto nel nostro sangue irreparabilmente. Fortunatamente siamo riusciti a trasferirlo nei nostri pensieri, in una specie di acrobazia, che ha mantenuto in vita e lasciato crescere la società degli umani così come la partecipiamo e osserviamo ancora oggi. Ci siamo adoperati a spostare la nostra aggressività dai corpi alla dialettica e oggi godiamo a ridiventare bestiali estendendo la dialettica da noi ai social. Assistiamo in essi all'esaltazione dell'aggressività senza la paura di chi ci è difronte che, pur se in preda all'ira, non ci spaventa è lontano. Per fortuna tutti sono lontani, anche il vicino della porta accanto ignora che siamo li, ma sa bene che come lui, ci indignamo ferocemente contro chiunque non la pensa come noi. Offendere piace, farlo su un social fa sentire al sicuro, chi volesse ribattere con una sberla non ci arriva. Assistiamo a un degrado inarrestabile sia estetico che morale, il desiderio di uccidere resta inespresso e circoscritto in qualche riga sgrammaticata, la società avanza, gli abitanti del pianeta aumentano, ma è necessaria una rigida formazione per darci una ripulita dei nostri comportamenti più insopportabili. Dimenticavo, vince sempre chi alza il tiro dell'offesa e impedisce all'altro di poter replicare per le rime. Colpisco e fuggo.