EASYSNOB E IL "SAPER VIVERE"

Easysnob e il "saper vivere".

Da giovanissimo aveva una ragazza che amava molto, ma la relazione finì velocemente. Perché è successo? Si chiedeva sconsolato Easysnob ed è li che nasceva il grande travaglio dell'animo e la sua passione per la filosofia. Inveiva contro quella ragazza e contemporaneamente arrivava il monito della sua riflessione: <<E'meschino parlare in questo modo di qualcuno che hai amato tanto>>. E ancora: <<Ti stai prendendo in giro spiega, la verità è che ti ha lasciato perché sei diventato prevedibile, noioso>>. Come prevdibile? <<Non solo il mondo è una storia che ci raccontiamo o un "accadere" della vita, anche noi siamo avventura e un breve passato>>. Il "riflessivo" continuò: <<Tutti non facciamo che ripeterci l'un l'altro chi siamo. Presupponiamo, diamo per scontato, io confermo a te e tu confermi a me. In questo modo reiteriamo le stesse cose, le esauriamo, stressiamo le nostre relazioni, e ci annoiamo a morte>>. Fu questo il primo incontro reale di Easysnob con la filosofia e da allora ha iniziato, come insegnavano gli stoici, a osservare se stesso e quello che lo circonda con più distacco, minore agitazione, e maggiore attenzione al comportamento più che ai risultati. In effetti tutti siamo costantemente alla ricerca del riconoscimento e contemporaneamente restiamo prigionieri del modo in cui ci vedono gli altri. Vogliamo riconoscimento, vogliamo approvazione, un like ci viene concesso solo al prezzo di imporci un'identità che fatalmente replichiamo. Se ci soffermiamo sull'essere famosi, esso alla fine è la prigione più dura, non a caso una bellissima attrice vive vecchiezza più complicata di una donna anonima. Pensiamo a quel cantante e a quell'attore comico che sono costretti a ripetere per tutta la vita gli stessi ritornelli o le stesse gag, o magari conservare il ciuffo, il codino in piena calvizie o lo stesso trucco a novant'anni. Ridicolo davvero, una tristezza. Questo ripetersi ci indebolisce, occorre cancellare la nostra storia personale, solo in questo modo nessuno dei nostri pensieri potrà imprigionarci. Non avere aspettative e non idealizzare gli altri, non lasciare che gli altri abbiano delle aspettative nei nostri confronti o ci idealizzino. Non dare per scontato chi ci circonda e non farci considerare a nostra volta scontati. Essere sempre attenti e disposti a cambiare la nostra visione degli altri quando è necessario, riconoscere valore al nuovo, al miglioramento personale, o a comportammenti e capacità emergenti. Un leopardo sa come restare libero, fluido e imprevedibile, non si aggrappa alla sicurezza di un’identità, la nasconde, sembra che dorme e invece scatterà in un'azione fulminea. Cancellare la storia personale è l'arte di essere li a portata di mano, e contemporanemente non essere afferrabile. Conservare la libertà di essere fluidi, di essere e non essere, di essere costantemente qualcosa, qualcuno e anche il contrario di questo. Ribaltare le dinamiche più prevedibili, ribaltare la geografia dei luoghi, delle frequentazioni, delle abitudini, è vita nella vita, è come costruire un mobile su misura, o adattare, attrezzare un angolo di casa per una passione anche banale. A volte è necessario fare alcune cose che gli altri faticano a comprendere o che avversano perché spiazzanti. L'imprevedibilità è un'arte come la pittura, ma non la pittura greca classica, ma quella condizionata dalla moderna psicologia, ogni buona azione per essere bella ha bisogno di talento, deve venire dall'inconscio, ha bisogno di passione autentica, di originalità che distingue, solo così un comportamento potrà essere appagante fino a diventare esso stessa un grande risultato, e tanti risultati diventare un "saper vivere". Sopra: La tempesta di anonimo