EASYSNOB ERA UN PAZZO SABINO

Easysnob era un pazzo sabino

ES era sadico, maniaco, aveva la fuga delle idee, la smania dell’indecifrabile, era simpatico, trascinante, era felice, era geniale, era istintivo, era un puttino scolpito male, era un sabino corrotto, aveva un fisico forte. Era avaro, non sapeva riflettere, non voleva pensare, non conosceva la morale, non conosceva l’amore, non aveva amici, non amava gli animali, non aveva cuore, era infantile. Si dimenticava ed aveva una memoria di ferro, era maschilista, era becero, era un antico sabino, era nato cattolico sabino. Lui non pensava, era vigliacco, sapeva la lingua italiana senza un perché, gli piaceva il dialetto come arma disumana, non conosceva la tristezza. Fuggiva, fuggiva sempre, le sue parole scappavano, le sue idee scappavano come se non fossero le sue. ES era pazzo, tutti potevano accorgersene, era anaffettivo, era di carriera, sapeva il regolamento, non amava, non aveva cuore. ES era un sabino e nessuno poteva sapere cosa veramente era. La Sabina che Tacito ha raccontato era troppo normale per fare bella la nascita di Roma. ES era nato ed è stato allevato dal marcio cattolico. ES è stato neutralizzato, messo da parte, ricostruito, completamente rimodellato. Oggi è un uomo senza qualità, un “normale”, un moderno costretto ad esserlo e piace molto all'agenzia delle entrate, sa soffrire come tutti.