EASYSNOB TORNA A VENEZIA

Easysnob torna a Venezia.
Ogni giorno ci si mescola a determinate persone, si attraversa una città, e queste persone ci accompagnano sempre a ogni passo e ad ogni pensiero senza opporre resistenza. Ma ecco che arriva un giorno, un momento in cui tutti sembrano fermarsi silenziosi come se ci fosse un ostacolo imprevisto, arresi a un'atomesfera estranea, avversa. Allora ci si guarda indietro, a com'era quel luogo la volta precedente, si osserva da dove si è arrivati per capire cosa c'è di diverso, di cosa è mutato in quella piazza straordinaria. Easysnob non riusciva a capire bene cosa in effetti fosse cambiato a piazza San Marco a Venezia. I cinesi c'erano, i gondolieri c'erano, i cavalli sublimi pur se falsi erano lì. Non riusciva in effetti a capire. Le mascherine? C'erano anche nel gennaio scorso. Le passerelle per l'acqua alta? C'erano anche la scorsa volta. Egli si guardava intorno ed ha la percezione che la risposta non fosse difficile, è lui stesso a essere cambiato e che ha una forte ripugnanza ad ammetterlo. Non sa spiegarsi la facilità con cui si sente estraneo, timoroso, scostante. Ricordava la piazza che ti seduceva usando i passanti come attori, la ricordava ammaliante, le passeggiate, le mascherate, la commedia popolare, Colombina sedotta, i corruttori. Ricordava coloro che restavano ammaliati dalla sensualità dei suoi racconti, narrazioni non sempre vere, aggiustate, magari adattate a chi ascoltava, ma la magia delle storie si univa alla bellezza del luogo e della gente sorridente, assiepata, e chi era con lui veniva sopraffatto da una città voluttuosa nata per sedurre e abbagliare qualsiasi avventore. Easysnob è tornato a Venezia non per sedurre o ammaliare gli altri addentrandosi nella città, ma per riprendersi quello che di se stesso non trova più. La facilità con cui ora si sente estraneo alla città, è la stessa con cui adesso si sente estraneo al suo passato. Gli ripugna pensare che una volta quella piazza potesse essere diversa da oggi. Easysnoob si vede avulso anche nell'ombra che lo precede, si sente meno rivolto verso la bellezza, evita quel gusto per l'estetica che tanto lo divorava in ogni momento della giornata. Con il campanile alle spalle, come tutte le volte girato lo sguardo verso palazzo ducale, cerca la vista che la luce in quel momento rende unica e sente un forte smarrimento, non c'è quel consueto senso di eterno ma ogni secondo diventa simile a un abisso davanti a cui si arresta un estraneo con la mascherina chirurgica e uno strano pallore da malato. Sente per la prima volta, come un'improvvisa folgorazione, che la sua vita è dominata da un continuo tradimento, quello di quando agli occhi degli altri sembriamo sempre gli stessi, ed invece i nostri faticano a riconoscerci. Mentre in lui scorre un intreccio di pensieri, prende forma con grande evidenza che la sicurezza che lo aveva sempre accudito sin da giovanissimo, ad un tratto non lo sorregge più, e che la vita a venire si dividerà in pochi futuri possibili, in poche possibilità, e pochissime quelle che ragionevolmente saranno da lui stesso governate. Il suo essere razionale gli susurra che se l'architettura del tuo vivere si è frantumata, occorre ricostruirne un'altra. Inutile farsi avvolgere dall'idea di cercare sempre l'autocelebrazione, di inventare bellezza, di inventare nuova vita, di migliorare tutto quello che è possibile, di trascinare affetti e passioni, anche quando la possibilità di scegliere è svanita. Ora, sarà certamente solo un caso fortunato ruscire ad evitare le conseguenze dell'incontro con incoscienti senza protezione, nelle riunioni di lavoro, nei bar, nei market. Le relazioni a distanza erano la continua ricerca del bello, del seducente, del miglioramento, di respirare vita a pieni polmoni, ma non esistono più, sono state divorate dalla paura, dall'impossibilità di spostarsi, e da tante altre costrinzioni. Easysnob pensa che è davvero arrivata l'ora di non guardare oltre la punta del proprio naso.