IL DIVENIRE DONNA. Quinta parte (le mute di Elias Canetti)

Il divenire donna. Quinta parte (le mute di Elias Canetti)

Tornando a Deleuze e Guattari il legame donna, animale, e nello specifico la figura del cane, i due autori ce lo spiegano ricorrendo a Canetti. Canetti sulla questione delle mute e del branco, dice che il branco si dissolve e le mute, frutto dei dolori inflitti dal dominio, esprimono un nuovo modo di divenire sacrificato, un divenire minore. Deleuze e Guattari affermano invece, che tra branco e muta possono esserci passaggi e scambi di vario livello, ovvero il branco e la muta diventano massa possono fondersi uno nell'altro. Occorre schierarsi dalla parte dei cani per comprendere i processi di metamorfosi, di contaminazione, di ibridazione, di modifica biologica. Sono processi che non possono essere smontati per l'intensità del loro divenire, per la loro potenza. Donne e cani condividono un'esperienzs di domesticazione ecosofica che è al centro di una preoccupazione profondamente ecologica. L'ecosofia, intesa come ecologia sociale, ecologia planetaria ed ecologia della coscienza. Se teniamo stabile il concetto di soggetto embrionale, o larvale (vedi seconda parte), ecco che i processi attuali ricadono sui corpi, sul divenire animale, sul sacrificio corporeo e anche sull'ibridazione. Il divenire animale diventa divenire donna come esaltazione di un'alterità sempre presente. Come esaltazione dei processi creativi tipicamente femminili come il desiderio di maternità, come l'eccitazione sessuale, come desiderio del nuovo, dell'artistico, del funzionale, del sociale. L'alterità si muove in questo tipo di trasformazione, in questo tipo di movimento che è sostanzialmente politico, diventa cambiamento che investe il corpo femminile per trascendere i limiti biologici. Ecco il travestito, lo sciamano, la donna medusa, questi corpi escono potenziati, con l'aiuto del "decover" assumono assumono insieme i poteri del maschio e della femmina. (decover, strumento elettronico che produce voce maschile o femminile). Il divenire donna reinventa eros ed anche i limiti dell'arte che riproduce modelli oltre il senso comune (Luis Royo in testa). Cosa vediamo al centro di questa idea di domesticazione? Canetti dice l'umiliazione. Le mute si divorano in un processo specifico di umiliazione. L'umiliazione non a caso, è anche uno stato storico del femminile che spesso da inerme debolezza la donna ha sempre saputo trsformarlo in un elemento di grande potenza. La sua capacità a gestire il dolore meglio dell'uomo è emblematica,  ha prodotto sovente un ribaltamento di forze, dietro un'apparente fragilità ecco che il maschio viene travolto dalla resistenza al dolore e dalla sete di rivincita della natura femminile data erroneamente per debole.