IL FUTURO CHE NON C'E' (sesta parte)

Il futuro della società
Viviamo una società in cui la vita di ognuno di noi si costruisce intorno al consumo. Ognuno di noi deve concepire se stesso come un ente pianificatore delle decisioni di vita, le persone sono ritenute responsabili della loro vita, che assume forme sempre più individualizzate ma anche più selettive. La selezione avviene nello sfruttare al meglio opportunità offerte dal mercato, così è per tutti, lo scrittore deve scrivere ciò che si venderà, l'addestratore di uomini e cani avrà clienti se ha buona reputazione, il progettista farà qualcosa di buono se facilmente vendibile e così via. Essere consumatori vuole significare di essere capaci di vivere in una società. Ecco ancora Bauman: <<Il consumismo è un fenomeno specifico della "società dei consumatori" che ha preso il posto della "società dei produttori" di qualche decennio addietro, ed è una tendenza a dilatare il rapporto cliente-prodotto fino ad abbracciare, sottomettere, subordinare la totalità delle relazioni tra umani compresa la visione del mondo e delle strategie di vita>>. Ognuno di noi viene definito e valutato in base alla sua performance di consumo. Sono due le colonne su cui si è stabilizzato il consumismo: una è l'interesse politico di curare problemi sociali con la crescita economica (PIL) e la seconda, micidiale, è la efferata ricerca di identificare la naturale propensione umana a sentirsi felice con l'aumento dei consumi.