IL MGILIORAMENTO POSSIBILE E L'ETA' CHE AVANZA

Il miglioramento possibile e l'età che avanza.

Quando compri un mobile hai semplicemente fatto un acquisto, ma se quel mobile lo disegni tu per il tipo di utlizzo che hai sempre pensato, fai costruire il primo esemplare e ti accorgi che piace, ecco che quel mobile lo acquista molta gente e chi l'ho ha pensato dovrebbe gioire per questo, e invece non è così. A molti uomini sarà capitato nella vita, di incontrare una donna che piaceva così tanto che veniva voglia di nasconderla agli occhi degli altri. Ecco, creare una forma nuova, un oggetto, creare un valore come funzione di utilizzo, è paragonabile all'incontro con la bellezza femminile. Quella realizzazione produce gelosia, vuoi tenerla solo per te e farla vedere solo a chi lo merita. Ho conosciuto individui che hanno prodotto innovazione in tanti campi diversi, nel design, nella tecnica, nella logistica, nella medicina, altri che si sono distinti in comportamenti, nell'attenzione alle persone, altri hanno migliorato il modo di vivere, di vivere in coppia, di vivere in gruppi, altri hanno cambiato il modo di amare, altri hanno cambiato l'educazione, ma pochissimi sono coloro che hanno prodotto un miglioramento in ogni cosa a cui si sono avvicinati. Quest'ultimi veri "privilegiati" amanti del nuovo, li riconosci non da giovani. Per fare tutte queste cose gli sono serviti tanti anni e oggi, oltre i sessantacinque, con la loro lunga storia di creatività, singolarità, diversità, cambiamento perpetuo, sono turbati dalla noia. Gli sembra che tutto sia stato inutile. Oggi i loro coetanei, quelli del "così fanno tutti", gli imitatori imitati, gli sembrano ancora più insopportabili, gli mettono ancora più tristezza e si isolano. Per non vedersi come loro continuano a pensare al nuovo anche se con maggiore diffidenza delle proprie pulsioni. Con più anni, queste sono sempre potenti, sembrano giovanili, ma sono più intransigenti, più settarie e tendenti all'assoluto. Pensare cose utili, o sempre troppo serie, sembra un esercizio trito e ritrito, genera la sensazione di fare sempre la stessa cosa. Per chi è solito produrre un miglioramento, la noia è in agguato, occuparsi di cose importanti, diventa poco appagante e per nulla divertente. Ecco che allora, con la "personalità conquistata", la voglia del nuovo sposta i pensieri in argomenti più leggeri, più futili, meno consueti, ma più a rischio critica. Con più anni tutto diventa più veloce, si ha fretta di fare, il tempo è importantissimo e si vuole respirare più vita possibile. Con la tanta esperienza, i figli grandi, le libertà vissute e il giudizio più complice di chi ci conosce bene, viene voglia di divertimento ci vengono idee nell'elettronica, nelle attrezzature per il gioco, in quelle per il piacere, per agi casalinghi, il gusto di fare ritorna e le novità sono tante. Non è un caso che i media si interessano di questo fenomeno, raccontando di un ultrasessantenne che ha pensato a un vibratore con telecomando da tenere in tasca e azionarlo mentre prende un te in compagnia, di un altro che ha realizzato una poltrona per la "deliziosa tortura" (parole sue), di altri che studiano specchi prismatici per nascondere le rughe ed alcune curve umane che potrebbero precludere o inibire la grande voglia di sesso di tutti. Insomma, i veri amanti dell'innovazione sfoggiano tanta fantasia, tanta creatività, tanta voglia di avventura, pochissimi selfie e ancor meno web. A queste cose, troppo nuove, ci penseranno molto più tardi, quando i corpi saranno più affaticati e la nemica noia ancora più terribile.