IL PERBENISMO MOLLA LA PRESA, ED ECCO NOI STESSI

Il perbenismo molla la presa ed ecco noi stessi.
Nella difficoltà, nella paura, nella malattia, nel dolore, nell'impossibilità di amare, ognuno diventa quello che è, ci denudiamo di tutti gli orpelli che coprivano la nostra vita. Anche il prete suonatore di campane ha smesso di chiamare a raccolta per la messa, e stiamo vivendo lo stesso senza contatti provocatori con un dio sempre inutile. Abbiamo gettato via impicci e sovrastrutture e corriamo decisamente verso noi stessi. Sicuramente ognuno di noi ha avuto e sta avendo modo di verificare il proprio ego e anche quello degli altri che gli sono vicino. Come in guerra la presenza continua della morte e la conseguente paura di smettere la vita, unico bene certo che abbiamo, ci fa mostrare veri in ogni momento. Come nelle questioni di sesso alcune persone cariche di intralci pudici, di perbenismo, di timidezza, non riescono a divertirsi come vorrebbero, ecco, questi soggetti, se li sorprendi con un pò di spavento, smettono di pensare e si scatenano verso un forte godimento. Passano incredibilmente da quello che, vorrebbero/si sentono di essere, a quello che veramente sono le loro indoli primordiali, scoprendo le esigenze del proprio corpo. Si liberano dei pensieri inutili sul proprio ruolo sociale e eccoli pieni di bellezza, di fisicità nascosta, di vita e di furore amoroso. In queste settimane la paura, il dolore fisico dell'isolamento, sono forze che costringono le persone a mostrarsi per quelle che veramente sono. Senza questi elementi le "vecchie" nostre vite erano piene di compromessi, di scorciatoie, di disattenzioni e di comode fughe, spesso estremamente vigliacche. Vediamo come capelli oggi con crescite disordinate, mostrano quanto fesse erano le apperenze, e quanto ridicole le maschere del bon ton del momento. Ogni individualità, che prima tendeva a una bellezza spontanea, si aggiusta come può ed è comunque gradevole, le altre che si inebriavano con le mode più infelici vissute attentamente,  hanno una missione impossibile, passare da tristi parvenze e false gioventù modaiole  a  una difficile convivenza con le criticità estetiche del proprio tempo. Vivevamo vite non attente agli altri, piene di egoismo, impegnando poco il cervello e proprio per questo ci piacevano così. Dopo marzo, aprile maggio 2020 saremo peggiori o migliori? Il mio senso pratico mi dice che siamo/saremo accaniti sostenitori di noi stessi e dei nostri spazi vitali. Meno disattenzione agli altri. Meno bugie, meno "menar il can per l'aia", insomma i politici di questi giorni ci sembrano diversi anche loro, più veri ma anche più pericolosamente radicali. Ci sarà anche una radicalizzazzione dei difetti e dei pregi, il gentile lo sarà ancora di più, lo sfacciato darà ancora pià fastidio e l'ignorante idiota reclamerà di avere ragione sempre più veementemente. Ci sarà una cristallizzazione dei sentimenti, della passionalità, della reciprocità, perché passare da un amore a un altro è assai più complicato. Cambiare un partner vuol dire attendere una reciproca, dovuta, rispettosa quarantena. La solitidine cresce e ci incute timore. Ricreare un sentimento, un affetto è, e sarà più complesso. In ogni caso essere se stessi è essere veri, cammineremo a testa alta sperando di incontrare meno tranelli e sgambetti reciproci. Questo vivere sarà sicuramente meno facile, ma forse più bello che in passato.