IMILLE VOLTI DELLADONNA (Femminismo e identità femminile) Quarta parte

I mille volti della donna (femminismo e identità femminile) quarta parte.

Chiudevamo il post precedente con un’affermazione forte: il masochismo è una patologia che nasce dal narcisismo. Vediamo di capire qualcosa in più. Lo sviluppo di difese di tipo masochistico sarebbe determinato dalla repressione di impulsi vitali tra cui fondamentale è l’aggressività. L’aggressività come generatrice di sensi di colpa in quanto essa è rivolta a madre o padre o a entrambi, percepiti come “oggetti d’amore” con il bisogno quindi di salvarli, e con questo l’aggressività viene deviata sul proprio io. L’interazione tra narcisismo e masochismo diverrebbe successivamente un circolo vizioso, e potenziamento reciproco, complice un rafforzamento proveniente da spinte sociali e culturali. Il masochismo infatti, con tutto il suo corredo di servilità, disponibilità, sacrificio, sottomissione, svalutazione, comporta per la donna una serie di consistenti gratificazioni narcisistiche da parte della cultura corrente. (Mi sono sacrificata per i figli, per il marito, per il lavoro, per essere autonoma, mi sono sacrificata per i genitori, sono quella che in ufficio lavora di più, sono quella che corre, ecc.). La nostra cultura riconosce un grande livello morale a tutti i sacrifici della donna. Anche il contributo religioso al narcisismo delle donne è notevole. (Altrimenti i preti resterebbero senza perpetue che sono effettivamente le loro schiave). Ora viene il difficile per i maschi, la questione pratica nelle relazioni. L'altro problema più nascosto ma molto importante è una serie di “rivendicazioni” “rancori” derivanti dal narcisismo alimentato dal masochismo: la proiezione sul partner di aspettative sadiche, piccole furberie, ostilità, dispetti, distruttività, ribellismo, vendette e vessazioni. Accade un netto rifiuto della ricettività sostituita da una finta passività, che è mascolinità e forze prettamente maschili. La vendetta della masochista/narcisista si manifesta nel trionfo per mezzo della sconfitta. Possiamo affermare quindi che, restando in uno schema molto generale, nel quale si inseriscono moltissime varianti individuali, che abbiamo un filo conduttore per capire come si forma questa patologia masochista che nella nostra cultura viene considerata normalissima nella cultura femminile. Con questo non dimentico che lo stesso discorso possa essere fatto anche al maschile, ma in questo caso dobbiamo parlare di grave patologia perché tale è facilmente da tutti riconosciuta e considerata. Perché nell’uomo questo stato non è avallato da alcuna spinta culturale e quindi di fatto viene meno la spinta narcisistica. Inoltre nell’uomo questa patologia è più rara perché sono meno diffusi i condizionamenti tipici della società nei confronti dei maschi e di fatto questa patologia non è considerata normale nell’uomo. Possiamo concludere questa parte asserendo senza alcun dubbio, che la sofferenza masochista viene sopportata tanto più agevolmente, quanto più procura compensi narcisistici.  Continua...