LA GENERAZIONE DELLE FAVOLE E' FINALMENTE IN PENSIONE

La generazione delle favole è finalmente in pensione.

Le madri/nonne, mie coetanee, si addolorano per la caducità delle unioni sentimentali e della sofferenza di nipotini e figli adulti. Queste madri sono state figlie troppo protette dalla struttura famigliare ed hanno vissuto una propria vita sentimentale ed emozionale come se la vita fosse una favola, un sogno sempre realizzabile nella melassa di "paperina" di Walt Disney, aggiunta a quella sempre presente del "finché morte non ci separi" della cristianità modaiola. Queste nonne o madri hanno "volteggiato in aire", monogamia dei mariti ricevuta e pretesa, vacanze, celebrazioni matrimoniali fastose, figli super accuditi, ricorrenze festaiole, we di svaghi e così via. Hanno voluto insegnare a vivere le favole anche a mariti grezzotti o recalcitranti e soprattutto ai figli oggi diventati adulti, che pur avendo smesso di credere alle favole (i tempi sono cambiati), soffrono moltissimo nella sfera emozionale, sono poco portati alle relazioni di coppia, e se le intraprendono non sono affatto in grado di governarle. Potremmo dire che quelle che sembravano favole vere nella primavera delle nostre vite, oggi in autunno, sono diventate trappole esistenziali. Chi mantiene due famiglie, chi non vede i figli, chi vive nei sottoscala, chi è depresso, chi porta avanti due lavori per non soccombere. Vediamo cosa è successo dal lato emozionale. Con 30 anni di ritardo alcuni studiosi hanno "scoperto" che reprimere un'ondata di emozioni negative che ci travolge, pensando così di proteggere i figli, è una minchiata inutile. Mostrare una facciata di apparente tranquillità è un bluff che i bambini già da piccolissimi smascherano da sapienti. Inondare i figli di affetto melassoide, bello o bella di mamma, esaltare se medesimi, mamma santa e migliore di tutte le altre, padre santo e serio lavoratore, padre con trombetta e mamma con lo zufolo a capodanno, padre sportivo, "piacione", madre leader dell'azione cattolica è un falso vivere, è ipocrisia sacrosanta. Tutta la famiglia veniva esibita elegante a dire: "guardate che famiglia perfetta siamo". Ecco, oggi quelle stesse madri seguite dai padri, capitolano quando osservano un figlio o una  figlia che si ammalano di "favola mancata". Li vedono perdersi quando vengono abbandonati da un compagno, da una moglie o da un'amante. Si signori quelle madri non solo hanno indispettito il mondo e i maschi con i loro comportamenti, hanno anche cresciuto i figli incapaci di vita reale, li hanno educati alle favole. Essi sono spesso in crisi perché destrutturati dal lato emozionale. Ci resta solo una speranza che in tutto questo travaglio di nonni e figli adulti, finalmente molto visibile e troppo pesante da nascondere, faccia crescere nipoti lontano dalle favole per farli diventare adulti finalmente normali. Una raccomandazione però è necessaria: se potete teneteli lontani dalle nonne.