LE APP DI TRACKING SONO DIVENTATE TECNICHE DI CONTROLLO DI MASSA?

Le app di tracking sono diventate tecniche di controllo di massa?
Questo post tenta di tracciare una fotografia attuale ed efficace sull'uso in Italia, Francia ed Europa dei sistemi di tracciatura tramite app. Quello che qui interessa molto, è il confine tra l'uso del tracking come provvedimento efficace anti Covid 19 e le problematiche connesse all’uso ed alla diffusione di tecniche di sorveglianza di massa.
Devo un grazie a Salvatore Iaconesi e Simone Pieranni per l'utilità degli articoli su questo argomento in linea con il loro consueto grande giornalismo. Occorre intanto, con un po' di approssimazione, fare una distinzione: il tracking inteso come tracciamento di un utente basato su forme di geolocalizzazione e il "contact tracking" che implica il tracciamento anche dei contatti fra utenti. Dove è stata fatta esperienza? Certamente in Cina, dove il tracking tramite geolocalizzazione permette all'utente di ottenere un CODICE SALUTE e tale funzionalità resterà parte integrante di un progetto politico, definito: Sistema di Credito Sociale di un'iniziativa del governo cinese (che genera angoscia e fa discutere) di sviluppare un sistema nazionale per classificare la reputazione di cittadini e aziende cinesi. (se questo era applicato in Italia, non mi avrebbero nemmeno concesso la patente). Tecnicamente, per ottenere il necessario codice salute un cinese deve registrarsi a una delle app Alipay o Wechat (qui da noi: watsapp e messanger) ed inserire tutte le informazioni richieste. L'app invia tutte le informazioni ai centri di ordine pubblico senza nemmeno avvisare, viene quindi generato un codice QR a colori (da noi utilizzato in bianco e nero per riconoscere cellulari e scontrini di cassa) che indica il potenziale stato di contagio del utente. L’ottenimento di un QR verde consente di muoversi liberamente nei luoghi pubblici come la metropolitana o i centri commerciali, ma anche di andare al ristorante o di prendere un taxi. Un codice giallo implica una quarantena preventiva di 7 giorni, mentre il codice rosso indica quella standard di 14 giorni. Il colore attribuito può cambiare non solo in funzione dello stato di salute dell’utente ma anche, per esempio, se si abita in una zona anziché in un'altra. Di fatto il codice verde è un lasciapassare senza il quale si può solo essere confinati. Il programma statale è stato lanciato il 25 febbraio 2020 in 200 città cinesi ed ora è esteso progressivamente a tutto il territorio nazionale. Cosa invece è stato fatto in Corea del Sud? Il modello della Corea del Sud è diverso da quello cinese essendo un "sistema aperto" (Open Data). Di conseguenza i dati non sono solo a disposizione dello Stato ma anche dei cittadini e chi vuole può utilizzarli sviluppando altre app che come vedremo, perché qui interessa questo, hanno creato altri problemi non meno gravi. I privati hanno creato altre app che uniscono i dati di tracking a quelli dei servizi telefonici (e non solo) creando "figure" di cittadini da servire confezionate al miglior offerente. (ad esempio alcuni milioni di zitelle troverebbero un marito su misura, e viceversa). E in Europa? A partire dal modello contact tracking, piuttosto che basato sulla geolocalizzazione, diversi paesi europei si sono ripromessi di proteggere l’identità delle persone implicate. A questo fine è stato creato un consorzio (Pepp-pt), lasciamo stare il significato, che cerca di proteggere la privacy, partendo da un tracking di prossimità che utilizza Bluetooth. A questo fine il sistema registra anonimamente le persone con cui si è stati in contatto ravvicinato per almeno 15 minuti e se una di queste persone si dichiara malata, l’applicazione manderà una notifica senza rivelare l’identità del malato e viceversa. Questo permette di sottoporsi a test o di mettersi spontaneamente in quarantena per limitare la diffusione del virus. Ci sono parecchi problemi che rischiano di mettere a repentaglio queste precauzioni: un utente che si dichiara positivo perde l'anonimato; ai suoi contatti non sarà possibile garantire l'anonimato; ci sarebbero altre app private disturbatrici. L'unica cosa grande della nostra Europa è che l'uso delle app non sarà obbligatorio, o almeno sembra. Se invece fossero obbligatorie, l'esclusione di chi non ha un android o similari e non sono fasce trascurabili ed essenzialmente per ragioni economiche e di istruzione, costituisce come per il distanziamento, una discriminazione classista. E in Italia? In Italia l’app in corso di sviluppo è criticata, a giusto titolo a mio parere, perché non open data e perché gestita da una società privata che ha legami col potere politico (quindi anche mafioso) e con molte debolezze tecniche e di sicurezza. Corre voce bruttissima, sempre più insistente, di restringere la mobilità di chi non la usa, o di far mettere braccialetti elettronici agli anziani e non solo. (Emigrare sarà un obbligo). Possiamo concludere che le app di tracking hanno contribuito a controllare la pandemia, ma con la scusa di proteggere i cittadini potrebbero restare come sistema di controllo su di essi. Un sistema di controllo che potenzierebbe gli strumenti di vessazione del potere statale e finanziario sui cittadini. In Italia e in Francia se fallissero le app ecco altri strumenti al loro posto. Nella testa di quelli come me, e non siamo pochi, si sta sempre più stabilizzando la brutta idea che, sia il blocco politico di governo che quello avverso, dopo essere stati responsabili delle criminali conseguenze dovute allo  smantellamento decennale della sanità pubblica e di quella territoriale, abbiano gettato la croce delle responsabilità sulla gente che passeggiava nelle campagne cercando di sopravvivere all'isolamento forzoso. Oggi gli stessi politici, arrivati in ritardo con l'uso delle app contro la pandemia, ne spostano lo scopo spudoratamente (una falsa soluzione tecnologica a basso costo), da quello iniziale a quello inedito (furbissimo) di controlllare la gente che cercherà di salvarsi come potrà dallo tsunami economico che sta per arrivare. Lo confermerebbe lo  stanziamento di 500 miliardi di euro che tedeschi, francesi e italiani pensano di porre come rimedio alla fame che imperverserà, e le app saranno lo strumento di garanzia che ogni paese imporrà all'altro. Ricordo che i 500 miliardi saranno rimessi in cassa dalla stessa Europa e non dai singoli stati e questo avverrà infischiandosene della sovranità nazionale e delle costituzioni degli oramai ex paesi democratici europei.  (Spero di aver dato una lettura più comoda nella confusione che i media stanno facendo ogni  giorno su questo argomento, ci è voluto davvero molto impegno a capire qualcosa).