LE MORTI MASSIVE DI OGGI, UNA LEZIONE SOPRATTUTTO ALL'OCCIDENTE

Le morti massive di oggi una lezione soprattutto all'Occidente.
La natura è un impasto di vita e di morte, se vogliamo capire cosa sono le epidemie virali, occorre partire da qui. Siamo tutti sulla stessa barca: noi, gorilla, cavalli e antilopi, maiali e scimpanzé, pipistrelli e virus. Sempre per capire cito David Quammen che ci dice: <<Se osserviamo uno dei tanti virologi che viaggiano a piedi in giungle e foreste (accade anche oggi naturalmnete), come gli esploratori ottocenteschi, e come sono protesi alla ricerca di organismi che fanno da serbatotio ai virus, capiremmo che il solo vero complotto è la natura.>>. <<La natura è un magnifico e tremendo impasto di vita e di morte.>> Non possiamo non pensare al classicismo dove i miti di Demetra (dea delle messi) e Persefone (dell'oltretomba per colpa di Ade) erano due facce della stessa divinità, insieme erano "la natura". Io come tutti fino a qualche giorno fa, in merito all'epidemia che ci ha colpiti, mi ero lasciato affascinare da teorie complottiste, anche delle più fantasiose, ma ogni giorno che passa, il rifiuto di accettare le cause naturali di questa epidemia si affievolisce sempre di più. Abbiamo vissuto giorni dove noi che le pensiamo tutte, brutte o belle che siano, eravamo compatti in uno sforzo quasi isterico di smascherare un colpevole, un disegno malvagio, politico, un potere occulto stragista, immersi nell'incapacità, molto occidentale e molto recente, di accettare la nostra dipendenza dalla natura. Noi non siamo sopra la natura, siamo dentro e quando producendo cose inutili per solo profitto danneggiamo la natura, non ci entra in testa che stiamo danneggiando noi stessi. Apparteniamo alla vita e per inevitabile contrappasso anche alla morte, e non alla morte centellinata, adornata, (con cerimonia, corone, carri, lussuosi e cimiteri monumentali) e quasi occultata, cui ci hanno abituati il benessere e il progresso scientifico. No, la natura oggi ci sta imponendo una morte scomposta e massiva, febbrile e brulicante almeno quanto la vita. Affrontarla vuol dire affrontare noi stessi.