LE PAURE DI OGGI E IL POTENTE RITORNO DELL'ANIMALE

Le paure di oggi e Il potente ritorno dell'animale.

Come i bambini, abituati anch'essi alle regole della competività, dopo la sosta a casa, al rientro in classe si sono scatenati in atteggiamenti primordiali per disabitudine a stare insieme agli altri, anche noi adulti abbiamo disimparato a condividere serenamente vita privata e anche vita negli uffici. Da tanti anni abbiamo spinto il bambino verso l'efficienza ma sono bastati pochi mesi, immerso negli strumenti elettronici, per riportarlo non ai suoi giochi e sogni, ma a un'indisponibilità verso gli altri. Questo preambolo per introdurre un concetto attualissimo quello del "ritorno dell'animale" ai tempi del Covid 19. Bambini tornati a scuola dopo il lockdown non sanno più stare con altri bambini. Le insegnanti preoccupate, ci ricordano le loro antenate che spesso avevano a che fare con bambini selvaggi che si scatenavano in colluttazioni bestiali. Anche per noi adulti c'è un ritorno all'essere animale e anche dove non te lo aspetti. Dopo la segregazione, stiamo assistendo a un vero ritorno alla primordialità dei nostri contatti umani. L'efficentismo sia in campo affettivo che in quello lavorativo sembra moribondo o si manifesta con grande fatica e devo dire che non piangerò il suo degrado. Chi vive una vita di coppia stabile tira avanti senza avventure esterne, vivacchia. Chi aveva fatto bella vita con le relazioni poligame a distanza fatica a essere l'avanguardia di nuovi comportamenti che sono un difficile riordinamento di un  modo di vivere seppellito dal Covid. Chi si vantava da buon masochista: <<Io vado in ufficio pure con l'influenza>> se non è morto per il Covid lo sarà presto, ucciso dai colleghi al primo starnuto. Insomma siamo talmente spaventati da portare la mascherina anche in mezzo al bosco soli e impauriti. Come ci avviciniamo oggi tra sconosciuti? La mascherina ci rende completamente anonimi e inavvicinabili per strada e in ogni luogo pubblico dove peraltro le autorità stanno vietando ogni forma di assiepamento e quindi di avvicinamento. Chi ha coniato la dicitura "distanziamento sociale" ha centrato il nome. In questo momento stiamo vivendo una fase di isolamento generale che sembra irreversibile. Quello che ci incuriosisce, poiché non siamo fatti per stare da soli, privi di contatti emozionali e fisici, è come ci comporteremo nell'avvicinare chi, per qualche motivo ci piacerà, e con quale cautela, con quale soddisfazione e quali comportamenti ci caratterizzeranno. Un attore molto di moda è il web e i suoi siti di incontri. Non stiamo a discutere come funzionano o come vengono utilizzati, sono certo che funzionano, stanno funzionando come prima nessuno poteva immaginare. Diciamo che molti utenti li usano con successo da almeno un ventennio e costoro sono sicuramente quelli che meglio riescono a cogliere le differenze tra gli anni passati e il forte aumento di utilizzatori. Alcuni abituati a scegliere partner di etnie diverse, lingue diverse, senza curarsi delle distanze, visto che viaggiare era gradevole, hanno un regresso consistente. Oggi tutta questa scelta è impossibile. Le frontiere restano chiuse, i treni sono a rischio contagio, gli aerei idem, queste cose sono una barriera insuperabile. La scelta si riduce al proprio paese, alla regione di appartenenza o addirittra alla propria città. Individuato il probabile partner ecco cosa accade: l'incontro in mascherina è comico (soprattuto per chi non più giovanissimo ha problemi di vista). Scopriamo che i pregiudizi e l'essere sospettosi sono sorpavvissuti benissimo al Covid, anzi aumentati dalla paura di contagiarsi. Si va a pranzo tra timidezze e costrizioni e siccome la voglia di vivere è sempre potente dentro di noi si arriva all'invito a casa. Qui cade l'asino!!! L'approccio primario è il bacio, ma non è gestibile occorre altro. Ecco che anche noi adulti, come i bambini a scuola, torniamo alle prese con la nostra animalità, e senza entrare nei dettagli poco eleganti, ne accadono di tutti i colori. L'accesso alla sussualità è un salto ad ostacoli, pur se comunque un accordo lo si trova sempre. Per chi, come me, non ha mai gradito l'invasività del bacio e tantomeno che fosse la prima manifestazione di avvicinamento sessuale, è quasi contento e guarda con curiosità ed attenzione ad altri gesti di forte passionalità di coppia che lo soppianteranno (il bacio implica conoscenza profonda, stima e familiarità dei corpi). Con l'occasione voglio dire alle mie coetanee borghesi cattoliche, che confondono una normalissima voglia sessuale con l'innamoramento a prima vista, che il cambiamento che io chiedevo loro decenni addietro, e che a volte gli ho imposto, oggi non potranno evitarlo. Essere costrette a slanci nuovi e creativi potrebbe elevarle a quel minimo del saper vivere, che finalmente le farà diventare donne sopportabili.