L'IMMAGINARIO, LA REALTA' E IL RIZOMA DI DELEUZE

L'immaginario, la realtà e il rizoma di Deleuze

Ai tempi degli imitatori imitati, dei mi piace, dei cuoricini, e del condividi, l'immaginario è ancora molto potente, esso cerca e trova nuove strade per necessità. Abbiamo assistito alla fine di ogni individualità annegata nel marasma delle regole del mercato e all'allontanamento del nostro immaginario dalla realtà esistenziale che lo ha prodotto, ma c'è molto di nuovo in noi, nel 2021 possiamo cogliere novità. La ragione principale della forte tendenza al nuovo scaturisce da un repentino cambiamento, oggi soggetto e oggetto non esistono, in tempi molto rapidi tutto è comunicazione, e nelle nostre espressioni pubbliche (consideriamo i social un'area pubblica) tutto è soggetto e tutto è oggetto. Per poterci comprendere anticipiamo per necessità il concetto deleuziano di "Rizoma", che risponde perfettamente alla domanda "cosa siamo oggi" o cosa siamo diventati. Il rizoma non è un punto, non è un oggetto definito, non è localizzabile, ma è qualcosa che costantemente si trasforma, avendo nella sua dialettica mutatoria la sua ragione di esistere. Più semplicemente ognuno di noi non è più un soggetto tra tanti soggetti ma siamo la scelta delle mutevoli dinamiche esistenziali a cui aggiungiamo il caso, ovvero la buona o cattiva sorte. La pubblicità ci fa vedere i comportamenti, ci esorta a questo o a quel comportamento, ci spinge. Esistiamo solo perché esistono le nostre azioni. Queste azioni le percepiamo come attrazione, come una potente sirena, una certezza di "stare al mondo". Con Eros (modernissimo dio greco dell'amore che dall'olimpo si è installato sul web) la coppia torna soggetto, è fatta di due soggetti che hanno pulsioni forti, a volte primordiali, altre volte non socializzate, dove la fantasia amorosa è l'insieme di azioni rivolte a quel soggetto, valide solo per quel soggetto. Se diventiamo un rizoma anche nell'innamoramento sul web, ecco che diventiamo inutili, l'azione diventerebbe fine a se stessa trascurando le caratteristiche di chi stiamo amando. Il risultato di questo è un allontanamento tragico dell'immaginario dalla nostra realtà. Tragico perché, nel caso diventiamo bravi a creare e gestire emozioni online, quando finalmente scendiamo nel reale (ovvero ci si incontra), la distanza tra immaginario e mondo fisico deve essere brevissima, aderente, altrimenti tutto sfuma nel disastro che era assai temuto. Fuori dalla nostra attività emozionale e romantica della comunicazione web, ridiventiamo solo azioni, il casalingo, il lavorante, il gitante, il pilota, l'amante di gatti e cani, l'atleta, il palestrato, il marito, la moglie, ecc. rieccoci appunto, come non soggetti, come azioni legate ad altre azioni, come concatenamenti meccanici. Ogni giorno viviamo il nostro moto che costituisce la nostra vita. Un moto che nel 2021, o nei pressi di esso, abbiamo sospeso perché costretti dagli eventi. Abbiamo portato la nostra soggettività, la nostra passione molto umana e capacità di stare insieme, dalla strada al web. Dove cogliamo novità? Sul web o meglio alcune frange di utenti di esso particolarmente creativi, comunicativi e sensibili verso l'alterità, verso lo sconosciuto lontano, verso identità complesse espresse in pagine di presentazione hanno stabilito rapporti "affettivi" così potenti da produrre dolore per attese troppo lunghe, per distacchi ecc., insomma si determinano rapporti complessi e a volte dolorosi come negli innamoramenti nel reale. Possiamo chiamare tutta questa marea di emozioni in lontananza come il ritorno di un periodo romantico che ci ricorda i grandi amori dei secoli passati, quando si piangeva per una lettera profumata che arrivava in sette mesi, anziché sei, disguido che le distanze e il servizi di posta dell'epoca imponevano. Se sul web abbiamo potenziato il nostro immaginario fino a renderlo inaccettabile a ogni realtà successiva, usciamo sconfitti e offesi. Se abbiamo tenuto un'immagine aderente a quella vera, eccoci innamorati di qualcuno che ci è congeniale, che ricambia con una passione come mai abbiamo vissuto nel passato. Questa è la vera novità del 2021, abbiamo smesso di innamorarci di qualcuno sbagliato per passare alla famosa "corrsponsione di amorosi sensi" che il romanticismo classico ci ha insegnato. Siamo ciò che facciamo!! Diventando azione e imitatori degli altri, diventiamo mutevoli e iperattivi, con una miriade di piccoli desideri evasi che ci allontanano dal vero desiderio che ci porterebbe alla certezza del nostro benessere. Le "relazioni pure" (quelle che hanno l'amore come fine, senza convivenze, senza programmi di vita condivisi), diventano brevi storie  fatte di erotismo, di creatività, di forte passione, di affinità tra soggetti, non durano a lungo sono impegnative, logoranti e ognuno vive la necessità del diritto di recesso alla prima difficoltà. Perché allo stato di innamoramento ci arriviamo con fatica e quando ci arriviamo, gli addossiamo troppi compiti onerosi ed alcuni proibitivi: alleggerire il senso di solitudine e gestire i distacchi necessari affinché possiamo ridiventare solo azione. Resta l'eterno dualismo tra amore breve e potente e necessità di condividere un progetto di lunga durata, è qui che giochiamo le nostre carte e dove il nostro individualismo si scatena.