PENSIERI RAPIDI (L'intelligenza artificiale)

Perché l'intelligenza artificiale spaventa molto.
Marx Carl nella sua più senile considerazione sulla rivoluzione industriale, affronta tenacemente per la prima volta la ingombrante crescita della tecnica: <<La variazione del quanto è anche un mutamento della qualità>>. <<Il fuori da ogni misura e regola si ha innanzitutto in quanto una misura, per via della sua quantità, va oltre il senso e la necessaria determinazione qualitativa>>, Fin quando la tecnica era un semplice strumento nelle mani dell'uomo, esplicava la sua natura di "mezzo", il cui senso era all'interno del senso di "fine", ma quando la sua dimensione cambia, fino a diventare "automatismo" nel realizzare il "fine", esso condiziona lo sviluppo e l'uso dei mezzi tecnici, producendo un fatto "nuovo" dove la tecnica stessa indica il "fine" che per mezzo di se stessa può essere raggiunto. E' in questo accaduto dove avviene il passaggio, la trasformazione della tecnica da "strumento" a "fine", a scapito di ogni altra convenienza logica umana che viene in questo modo messa da parte. Stessa cosa, ci dice sempre Carl Marx, subita dal denaro da mezzo a fine. Aggiungiamo anche che la cosa più grave dal punto di vista ecosofico, oggi accade quando viene prodotto qualcosa di inutile al solo scopo di creare profitto, è un grave danno per il pianeta, ma nessuno sembra tenerne conto. Producendo un oggetto inutile, una macchina inutile, o altro, togliamo risorse naturali  preziose del pianeta necessarie invece per la sua salvaguardia e per ragioni umane più importanti. Con l'avvento del digitale assistiamo alla definitiva collusione tra tecnologia, denaro, ricerca scientifica che è sempre più protesa verso lo sviluppo di se stessa alimentando sempre nuove tecnologie. Questo concatenamento diventa sempre più potente, autoreferenziale e lontano dalla natura dell'uomo. Per questo la crescita e il perfezionamento dell'intelligenza artificiale ci spaventa moltissimo.