POPULISTI D'ITALIA

Populisti d'Italia
Il Covid ha annientato il populismo. Questo è un fatto dimostrato dall'attuale governo Draghi e titolo molto ricorrente sui media, ma...
I populisti sono in costante aumento. C'è una fascia di età molto ampia in Italia, che va dai 50 ai 75 e oltre, che è stata allevata dalle Tv e che vota sempre il politico "pratico", ricco perché non ha bisogno di rubare, teatrante che infiamma le piazze, quello che difende i cacciatori, quello del "prima gli italiani", quello che sta al governo ma fa opposizione, quello no vax, quello che si commuove davanti alle parole dell'inno di Mameli, quello contro l'Europa o contro l'euro. Ricorderete il Bossi/pensiero o il Grillo/pensiero. Ora con la vittoria agli europei di calcio tutti "son pronti alla morte" per difendere l'italiano e l'italianità. Questi signori sono oramai tutti "fratelli d'Italia" e menano opposizione al governo. Non si sono accorti che i loro capi politici non sanno dove sbattere la testa sconfitti dal Covid e dal bisogno d'Europa di tutti noi, né se ne accorgeranno mai a loro basta fare squadra delirante e compatta. Non vedono che senza lo Stato sarebbero già nel Tevere come gli indiani nel Gange, e non bisogna offendere l'India perché qui da noi la situazione è stata ed è sempre grave, senza dimenticare che  per opera del Covid è scomparsa in un solo anno una città come Como. I populisti in Italia ora sono anche no vax e sono tanti e anche molto propensi a menare le mani, scendere in piazza, ("ie famo vedé noi" di romana abitudine). Non è un caso che dalla loro cultura muscolare, del "menar le mani" abbiamo avuto in passato i fatti di Genova, e nel 2020 i fatti nelle carceri italiane. Due vergogne tipicamente nostrane perché in questo paese chi è attento alle questioni sociali, chi è attento alla dignità delle persone, ha i fascisti davanti casa, nelle istituzioni, e chi è più sfortunato anche in famiglia. Una tragedia del familiarismo come quelle nel calcio quando a un romano giallorosso gli nasce un figlio che, non si sa come, gli diventa laziale. Perché dico ciò, perché il problema italiano e l'assenza di cultura, assenza di umanesimo, assenza di un pensiero che accomuna al posto di quello che prevarica. Questi italiani possono trascorrere 7 o più anni in Tibet, fare ritiri spirituali altrettanto lunghi, praticare training autogeno, nutrirsi di camomilla o valeriana o ansiolitici, farsi ipnotizzare, farsi impiantare un nuovo sistema nervoso, ma come entrano nelle questioni pubbliche si trasformano in persone incattivite, contro omosessuali, comunisti e i nemici di sempre. Per farla breve, il populismo è sconfitto come mai accaduto prima, ma i populisti in Italia aumentano di giorno in giorno. Questo ci accade e il problema è nell'istruzione fatta ancora di programmi vecchi e di alcuni nuovi che hanno annientato gli studi umanistici. La conoscenza dei classici è stata completamente abbandonata ed ha generato una perdita di coscienza sociale. A questo accaduto si è aggiunto una specie di analfabetismo di ritorno per quelle generazioni che erano state sfiorate dai classici e che nel tempo hanno subito passivamente l'assalto sconsiderato della propaganda sui media. Farsi votare da questi italiani è facile, occorre mettere avanti concetti semplici, questioni pratiche, questioni di pancia e di appartenenza all'egoismo di massa. Nessuno di loro comprende che la pandemia è giunta dopo anni di progressiva precarizzazione e smantellamento delle reti di protezione sociale, che il Covid ha colpito soprattutto coloro che erano già precari nel sistema che produce mutamenti veloci sotto la spinta degli affarismi finanziari a monte delle politiche sociali. Nessuno comprende che per guardare oltre il proprio orticello caduco occorre migliorare le teste e ripristinare alcune attività che cambiano il cervello, migliorano la capacità di scoprire e capire le emozioni delle altre persone. Occorre tornare a studiare l'uomo. Anche leggere un romanzo vuol dire allenarsi a comprendere gli altri e aumentare la competenza nel capire gli altri. Sopra: il ritorno dello spettacolo al chiuso riservato ai possessori del green pass