RICORDANDO PAOLO BORSELLINO

L'esempio del Presidente Pertini non ebbe seguito.
Alle 21,00 del 31 dicembre 1983, avevo ancora una Tv, la parola 'ndrangheta entrò per la prima volta come un siluro nelle nostre case, e un po' tutti ascoltavamo il messaggio di fine anno del Presidente della Repubblica. Il grande Presidente Sandro Pertini socialista doc, nel tratteggiare i problemi legati alla criminalità mafiosa in Italia disse: <<..ci preoccupa quello che si verifica con la mafia in Sicilia, la camorra nel napoletano e la 'nrangheta in Calabria>>. Quel Presidente ci piaceva, ci indicò l'esempio di come lo Stato doveva comportarsi verso la crominalità, ma fu "voce nel deserto". Il Presidente ritenne di parlare a reti unificate dei problemi che questa organizzazione mafiosa, al pari di Cosa Nostra in Sicilia, stava provocando in Calabria e fu proprio lui, alla fine del mese di novembre di quell’anno, a firmare il primo decreto di scioglimento di un Comune per infiltrazioni mafiose: accadeva a Limbadi, paese del Vibonese di poco più di tremila persone, dove, a seguito delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale, era risultato vincitore Mancuso Francesco, detto don Ciccio, ispiratore di una lista civica benché fosse sorvegliato speciale e latitante. La 'ndrangheta ebbe varie attività soprattutto nel mercato grosso degli stupefacenti, ma diventò notoria da quel discorso del nostro più amato Presidente, per poi salire alla cronaca internazionale nel 2007 con la stage di Duisburg, dove davanti al ristorante "da bruno" furono uccisi sei giovani calabresi. L'ho voluto ricordare in questi giorni dove si celebra l'anniversario dell'uccisione di Borsellino, un delitto che nasce proprio dalla natura "attigua", adiacente, dei  politici con le organizzazioni malavitose. Un sistema di interconnessione politico-malavita che si regge sulle ambiguità, sullanon chiarezza, sulla poca distinzione delle responsabilità negli organi di controllo dello Stato. Un sistema da sempre esistente in Italia che quella sera all'improvviso Pertini con facilità buttò all'aria in un discorso memorabile e che restò unico come chiarezza di intenti di uno Stato.