VERITA' E DICERIE SULL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Verità e dicerie sull'intelligenza artificiale

La vista dei computer è imperfetta e può essere ingannata in modi che non passerebbero inosservati a un occhio umano. La maggior parte dei sistemi è dotata di un tipo d'intelligenza limitata e instabile, utilizzabile e ottima solo per eseguire un compito in un ambiente ben definito, ma destinata a fallire miseramente in condizioni variabili o inconsuete. La moda dell'autoapprendimento si scontra con le realtà più complesse, quindi possiamo oggi definire l'intelligenza artificiale utile ma non rivoluzionaria nelle strategie sia in campo civile che militare. Utile senza dubbio in quanto può raccogliere dati grezzi che serviranno alle varie strutture di utilizzo con i loro sistemi e metodi nel processarli. Quindi tutto ok, ma la questione ulteriore è che se gli algoritmi saranno privi della comprensione degli esseri umani, si scontreranno con problemi legali, etici e di fiducia. L'obiettivo del processare informazioni è agire su di esse e basta, altra cosa sarà quando l'intelligenza artificiale penetrerà nei processi decisionali sostituendosi alle competenze umane. Resta comunque impressionante il rapporto della velocità tra un cervello umano e un sistema aperto di una piattaforma su un computer, sono differenze stratosferiche. Alcuni sistemi più evoluti avanzano aggiungendo alle regole alcune funzioni di casualità e questa è la strada o inizio per una pianificazione più complessa. Un software dei più innovativi sembrerebbe che riesca ad anticpare le decisioni, gli obiettivi, i movimenti e persino le emozioni degli individui. L’ultimo dei sistemi di apprendimento profondo analizzato è forse il più enigmatico di tutti, un algoritmo di un nuovo livello ha battuto uno dei migliori giocatori al mondo di un gioco cinese simile alla dama. Nel farlo è ricorso a varie mosse altamente creative che hanno confuso gli esperti. Sopra: un distributore automatico che potrebbe essere dotato di uno schermo su cui scorrono palinsesti pubblicitari personalizzati per chi si avvicina (donna, uomo, giovane, meno giovane, anziano, ecc.). La personalizzazione nasce da un sistema di visione gestito da intelligenza artificiale ed ancora non consentito dalla legge. Nelle stazioni succede più o meno la stessa cosa e così nei super market dove la tracciatura del cliente è strategica ai fine di reperire informazioni per un progetto di marketing funzionale. Tutti rispetteranno la legge attuale? Difficile dirlo. Personalmente se mi avvicino ad un monitor che ha incorporata una telecamera, non ho possibilità di accorgermi di essa, ma se il palinsesto cambia passando dalla pubblicità dei pannolini a quella del dopobarba, ecco che mi hanno riconosciuto, e non solo mi mettono una promozione, ma entro in una data base più evoluto che fornirà statistiche sul tipo di "cliente" che caratterizzerà l'attività pubblicitaria di quella stazione, di quella famacia, o altro ancora.