ISOLE ROBOTIZZATE

L'integrazione delle strategie di engineering come supporto all'innovazione

schnelle Gedanken

Denn künstliche Intelligenz ist sehr beängstigend.

  Marx Carl stellt sich in seiner senilsten Betrachtung der industriellen Revolution zum ersten Mal hartnäckig dem schwerfälligen Wachstum der Technologie: << Die Variation des Quanten ist auch eine Veränderung der Qualität >>. << Das Äußere jedes Maßes und jeder Regel tritt zunächst darin auf, dass ein Maß aufgrund seiner Quantität über den Sinn und die notwendige qualitative Bestimmung hinausgeht >> seine Natur als "Mittel", dessen Bedeutung innerhalb der Sinn des "Ziels", aber wenn sich seine Dimension ändert, bis hin zum "Automatismus", um das "Ziel" zu erreichen, bedingt es die Entwicklung und Anwendung technischer Mittel und erzeugt eine "neue" Tatsache, bei der die Technik selbst die Ende", das durch sich selbst erreicht werden kann. Hier findet der Übergang statt, die Umwandlung der Technik vom "Instrument" zum "Ende", zum Nachteil aller anderen menschlichen logischen Bequemlichkeiten, die so beiseite gelegt werden. Das Gleiche, sagt uns immer Carl Marx, leidet unter Geld vom Mittel zum Zweck. Wir fügen auch hinzu, dass aus ökosophischer Sicht das Schlimmste, was heute passiert, wenn etwas Nutzloses zum alleinigen Zweck der Erzielung von Profit produziert wird, ein ernsthafter Schaden für den Planeten ist, aber niemand scheint dies zu berücksichtigen. Indem wir ein nutzloses Objekt, eine nutzlose Maschine oder etwas anderes herstellen, entziehen wir dem Planeten wertvolle natürliche Ressourcen, die stattdessen zu seinem Schutz und aus wichtigeren menschlichen Gründen notwendig sind. Mit dem Aufkommen des Digitalen erleben wir die endgültige Absprache zwischen Technologie, Geld und wissenschaftlicher Forschung, die immer mehr auf die Entwicklung ihrer selbst zielt und immer neue Technologien antreibt. Diese Verknüpfung wird immer mächtiger, selbstreferentiell und weit von der Natur des Menschen entfernt. Aus diesem Grund macht uns das Wachstum und die Verbesserung der künstlichen Intelligenz große Angst.

PENSIERI RAPIDI (L'intelligenza artificiale)

Perché l'intelligenza artificiale spaventa molto.
Marx Carl nella sua più senile considerazione sulla rivoluzione industriale, affronta tenacemente per la prima volta la ingombrante crescita della tecnica: <<La variazione del quanto è anche un mutamento della qualità>>. <<Il fuori da ogni misura e regola si ha innanzitutto in quanto una misura, per via della sua quantità, va oltre il senso e la necessaria determinazione qualitativa>>, Fin quando la tecnica era un semplice strumento nelle mani dell'uomo, esplicava la sua natura di "mezzo", il cui senso era all'interno del senso di "fine", ma quando la sua dimensione cambia, fino a diventare "automatismo" nel realizzare il "fine", esso condiziona lo sviluppo e l'uso dei mezzi tecnici, producendo un fatto "nuovo" dove la tecnica stessa indica il "fine" che per mezzo di se stessa può essere raggiunto. E' in questo accaduto dove avviene il passaggio, la trasformazione della tecnica da "strumento" a "fine", a scapito di ogni altra convenienza logica umana che viene in questo modo messa da parte. Stessa cosa, ci dice sempre Carl Marx, subita dal denaro da mezzo a fine. Aggiungiamo anche che la cosa più grave dal punto di vista ecosofico, oggi accade quando viene prodotto qualcosa di inutile al solo scopo di creare profitto, è un grave danno per il pianeta, ma nessuno sembra tenerne conto. Producendo un oggetto inutile, una macchina inutile, o altro, togliamo risorse naturali  preziose del pianeta necessarie invece per la sua salvaguardia e per ragioni umane più importanti. Con l'avvento del digitale assistiamo alla definitiva collusione tra tecnologia, denaro, ricerca scientifica che è sempre più protesa verso lo sviluppo di se stessa alimentando sempre nuove tecnologie. Questo concatenamento diventa sempre più potente, autoreferenziale e lontano dalla natura dell'uomo. Per questo la crescita e il perfezionamento dell'intelligenza artificiale ci spaventa moltissimo.

PENSIERI RAPIDI (La speranza di chi governa)

Pensieri rapidi. La speranza sul viso di chi ci governa.
Tutti vogliono vedere ottimismo e speranza sui volti. I politici, gli imprenditori, uomini immagine nel dio mercato devono sorridere, sempre sorridere. Sorridere vul dire non darsi allo sconforto. Il gioco è complesso, gli interessi sono contrastanti, il percorso è difficile e l'esito è incerto. E' sempre consolante che ridere non sia solo ebetismo.

LA COPPIA E IL SESSO (Quarta parte) IL CANE

La coppia e il sesso (quarta parte) Il cane
Molti studi dimostrano che i cani hanno la capacità di rendere gli esseri umani con i quali vivono più calmi e meno stressati, più pazienti e con una vita più felice. Questi sono i benefici della relazione uomo-cane, e un nuovo sondaggio dimostrerebbe che prendersi cura di un cane insieme potrebbe migliorare il rapporto di coppia. Tante belle cose ci vengono raccontate per alimentare il business canino, mah!!! La realtà sembra distorta e la verità è come sempre altrove. Chi finanzia i sondaggi lucra e accresce utili fornendo fandonie al mercato che alimenta richieste di cibo e servizi per animali. Rover americana, Purina, Industrie chimiche varie sono le imprese più ricche da un ventennio e spingono sull'acceleratore per ampliare un mercato opportunamente nascosto nel credo dell'avanzamento biologico del cane verso una vera umanizzazione dell'animale. Pubblicizzano una coppia di umani che può crescere e formarsi dietro messaggi precisi: <<Crescere e giocare insieme a un cane, può essere una specie di allenamento per avere in futuro un figlio>>, oppure <<Meglio la fedeltà certa del cane che il voltafaccia dell'uomo>>, <<Finché morte non separa il cane dal padrone>>. La realtà è assai più critica! Il cane è sempre un cane e l'uomo il suo umile servitore che negli ultimi trent'anni è  "salito" a vero, efficiente badante. Dormire con il terzo incomodo crea difficoltà al riposo, non basta un letto più grande, la presenza del cane nel letto è un problema non solo per quelle coppie che scoprono di avere i propri momenti di intimità resi molto difficili, ma anche per quelle costituite da persone con il sonno leggero, soprattutto se il cane è anziano, fa versi o russa. In questi casi, il sonno è quasi impossibile. Anche il sesso è impossibile!! Quando il cane è in camera vuole partecipare, se è fuori, dietro la porta, e sente ansimare o rumori non consueti (quelli del sonno), distrugge la porta con le unghie e il disagio non si ferma qui: il più sensibile della coppia dice: <<Il cane è anziano ha bisogno di affetto, vado a dormire con lui sul divano>>. E' lo stesso soggetto che prima affermava: <<L'ho abituato a stare fuori dalla camera da letto>>. Credeva che bastasse!! Quando si è in relax sul divano è impossibile scambiare qualche carezza di troppo lui oltre a voler partecipare, se lo eviti si lamenta e se lo cacci in giardino è capace di dissotterare piante e fiori. Se il cane è maschio è geloso della sua "padroncina" e anche se castrato sente l'odore di lei che cambia da un momento all'altro quando è eccitata. La gelosia fa parte infatti, della vita del cane. Manifestazioni di gelosia si verificano tipicamente quando un uomo o un altro animale si avvicinano alla "padroncina". Se si tratta di semplice gelosia, il cane non avrà atteggiamenti molto aggressivi, ma cercherà semplicemente di mettersi in mezzo per fermare l’interazione in corso. In cucina? Peggio che mai, è un'impossibile convivenza. Insomma quando parliamo della coppia e il sesso e arriviamo all'argomento cane, ecco che la coppia diventa in maniera lampante asessuata e priva di complicità reciproca, il gioco e l'intimità sono rivolti al cane che se ne appropria come una spugna trattiene l'acqua. Chissà cosa ci direbbe, su questo argomento Michel Houellebecq, che nel suo Serotonina ci racconta di come la moglie giapponese del protagonista sia solita amoreggiare con gli alani di casa. Noi, che per abitudine consolidata nutriamo grande rispetto per gli umani non pensiamo che la coppia faccia sesso con il cane, ma crediamo che questo bellissimo animale sia la negazione del gioco di coppia e per sua stessa natura anche un prestigioso dissuasore del rapporto sessuale tra umani.

LA COPPIA E IL SESSO (Terza parte) LA PORNOGRAFIA

La coppia e il sesso (Terza parte) La pornografia
Leggiamo continuamente: <<Lo studio di alcuni psicologi su migliaia di coppie dice che il porno fa male!!>> Successivamente: <<La pornografia abbatte la monotonia della vita di coppia!! Ecc. ecc.>>.  E' senz'altro un argomento scomodo, ma molto frequentato se non altro perché attrae lettori o ascoltatori o voyeur delle numerosissime TV. L'Italia è sempre la più fortunata dove nella coppia "tutto va bene" per due motivi importanti ma assai diversi; il primo è che la "preparazione" al matrimonio ha insegnanti del clero che in quanto tale ha rinunciato a "fare famiglia" e quindi nulla sa della vita di coppia (a meno che in questa non ci inseriamo anche la prostituzione maschile e femminile);  e il secondo, è la "scuola di sesso" della pornografia pur se tutti anche sotto tortura, affermiamo categoricamente che i siti porno non ci interessano. Quindi con queste due scuole di vita, il clero e il porno, la coppia in Italia è solida longeva e piena di prole. Sappiamo tutti che non è così e i rapporti uomo donna in Italia più che negli altri paesi, sono sempre più logori proprio per colpa della pornografia che nolente o volente fa scuola. Fa scuola attraverso i media, attraverso la pubblicità e capire è difficile, ma un po' ci aiuta la filmografia: nel film del regista Gordon Joseph con la Scarlett, il protagonista è un normalissimo uomo dedito alla famiglia, agli amici, che rovina la propria vita sessuale trascorrendo tutto il tempo libero a guardare porno e questo lo porta a sviluppare aspettative poco realistiche sulla felicità, sull'intimità e l'amore e difatto gli impedisce di godersi quello che ha ovvero, una bellissima moglie, una buona vita in genere, e nel tempo ecco la depressione. E' solo un film ma il cinema ci ha sempre portato tantissima conoscenza in ogni campo e in questo caso, lo smodato consumo della pornografia porta sia l'uomo che la donna a svalutarsi a vicenda, pur tuttavia riconoscendole una buona curiosità iniziale reciproca che presto degenera in noia. Alcuni studiosi dicono che la pornografia fa male perché sessista e questo è il problema dei problemi. Rapporto sessuale come atletismo, come tecnica, come "prestazione", con la figura femminile annientata nell'orgia di un maschilismo il cui credo è, più violenza uguale a più godimento della donna. Questo è il vero cattivo insegnamento della pornografia!! Fa danni alla coppia come altrettanti danni li fa l'insegnamento del prete ai giovani sposi, che riduce la sessualità al solo fine del concepimento. Il cristianesimo professa una sorta di "castrazione", pur sapendo che questa è irrealizzabile anche tra maschi nei conventi, e nei seminari, dove avvengono altre distorsioni di personalità sessuale di cui qui non vogliamo occuparci. Sembra che a guardare porno siano le donne come gli uomini, ma i maschi lo fanno di più e sono quelli che più ne subiscono le conseguenze. Questo è l'aspetto pubblico principale, ma voglio soffermarmi sul cambiamento di gusti nelle donne che è avvenuto per colpa della pornografia. Probabilmente somigliare alle pornostar è stato l'elemento che ha difatto portato a modelli femminili esasperati e triviali nei media e alla depilazione dei genitali femminili avvenuta in due tre anni all'inizio degli anni Ottanta. Le riviste (allora non c'era il web) passarono repentinamente da sessi femminili esposti piuttosto irsuti a quelli completamente depilati e a seguire in breve tempo anche le nostre donne (forse su richiesta dei propri uomini) fecero altrettanto, e da allora fino al giorno d'oggi tutte depilate. L'estetica? Nella coppia è importantissima ma purtroppo non ci fa attenzione nessuno. Il sessismo nella pornografia danneggia sia uomini che donne e li allontana sempre di più. Non sempre le troppo brevi relazioni si esauriscono per colpa delle difficoltà della vita, ma una delle cause mal celate è proprio l'inadeguadezza del maschio al desiderio femminile, e il desiderio femminile che muore nell'indifferenza maschile, ciò è assenza di una vera cultura del piacere reciproco. Le donne fanno fatica a fidarsi degli uomini e la loro creatività svanisce senza che il partner maschio si renda conto di quello che la coppia sta perdendo nel campo fisico, emozionale, e sentimentale. Come dicevamo in un altro post precedente, il desiderio sessuale, amare, è conoscere. La conoscenza dell'altro.a non andrebbe mai interrotta, ma approfondità, cercata, voluta in tutti i suoi aspetti, sospinta da fantasia, trasgressione, e creatività, fino alla complicità e all'introduzione del "gioco di coppia" che è il vero collante degli amori di lunga vita.

LA COPPIA E IL SESSO (Seconda parte) LA PUBBLICITA'

La coppia e il sesso (seconda parte) La pubblicità

I difficili rapporti uoma donna in generale hanno dIversi nemici, il più potente è la pubblcità. Il corpo della donna è una merce di scambio per il mercato del profitto, insomma produce utili. L'immagine dell'uomo nella pubblicità forse è anche peggio. L'uso strumentale del corpo della donna, scomposto in componenti labbra, seno, glutei, cosce ecc. è lesivo anche per il maschio costretto a una rappresentazione "machista" della propria sessualità. Una logica del profitto che non risparmia neppure i bambini. Cosa manca? Manca l'indignazione di tutti per una sessualità ridotta alla miseria della mercificazione, un'avversione di donne e uomini tutti che deve venire dalla società e forse più dagli uomini che dalle donne. In assenza di indignazione ecco che la ricca e varia esperienza di vita delle donne è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione del nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali e televisioni e ancor peggio dalla pubblicità. Tutto questo genera difficili rapporti uomo donna e scadenti rapporti sessuali, perché la separazione del corpo femminile in elementi, componenti (stile prociuttificio) genera un'eccitazione visiva che trascura atteggiamenti amorosi quali tenerezza e altruismo facendo diventare l'atto sessuale un approccio muscolare concentrato sui genitali lasciandosi dietro preliminari, per arrivare velocemente verso un conclusione assai incerta come se la creatività femminile e maschile sia qualcosa di sconosciuto o arcaico. Quelli della mia generazione sanno benissimo che la crescita pubblicitaria negli ultimi quaranta anni ha influenzato atteggiamenti sessuali a tal punto da far pensare ai più che occorre fare palestra per una buona riuscita di un rapporto sessuale, oppure meglio portare il cane in camera, o anche meglio una vacanza tra sole donne, o vivere soli. Non approfondisco la questione cane nel letto, mi basta: << scusami vado a dormire sul divano perché il cane anziano ha bisogno di affetto>>, perché potrei dire una serie di parolacce indicibili per quanto questo "credo" verso la fedeltà e verso l'affetto del cane è veramente ridicolo e invadente nella vita di coppia. Con tutto l'amore e il rispetto per il cane questa presenza nella camera da letto genera vite sessuali e affettive ridotte. Occorre invece rimediare e come? Unendo le forze per contrastare la mercificazione del corpo e dell'immagine femminile, valorizzare l'esperienza e la creatività delle donne, diffondere una cultura della capacità femminile nelle relazioni familiari, dare la giusta importanza alla trasmissione dei valori ai figli, ecc.. Boicottare l'acquisto di prodotti che si avvalgono di immagini stereotipate per adescare consumatori, intervenire e denunciare programmi condotti da pessime e volgari rappresentanti femminili (con aspetto estetico orribile), che usano immagini e concetti lesivi alla dignità della donna. I maschi hanno il dovere di collaborare e considerare quanto sopra come un vero problema sociale e sappiamo bene che ogni conquista civile ha bisogno della spinta di tutte e due le identità di genere più numerose del pianeta. Oggi dobbiamo evitare di trattarci sessualmente con poca attenzione, dobbiamo ristabilire la nostra creatività e tenerezza e avvalerci di ogni consapevolezza dell'umanità che è in noi e tornare allo stato di benessere che un rapporto sessuale ci regala, perché esso pur nel suo ripetersi, ci fa vivere emozioni come se fosse sempre una prima volta.

LA COPPIA E IL SESSO (Prima parte) LA MIA GENERAZIONE

La coppia e il sesso (prima parte) La mia generazione

Alla mia generazione chiedo: cosa è stato e cos'è oggi un rapporto sessuale?
Quando proviamo a dire su questi argomenti ci prendiamo dei rischi seri di prevaricare gli altri, ma se tante voci ammettono una specie di atteggiamento comune ecco che azzardiamo e poniamo una domanda più pertinente: che cosa è (per i più) e che cosa dovrebbe essere (per il mio modesto parere) un rapporto sessuale?
Ai miei nemici sarà un'opportunità seria per inviare parolacce, ma la mia impressione o meglio dai racconti di alcune mie coetanee affettuose, pare che il rapporto sessuale sia poco più che uno sfregamento recirpoco dei loro corpi, ovvero gesto meccanico, ripetitivo, sempre uguale a se stesso, monotono, insoddisfacente e alla lunga noiosissimo. Aggiungo io che il sesso soddisfacente avviene per merito delle donne che si innamorano e della loro straordinaria creatività che si esalta in quello stato di grazia. Se non fossero loro a osare o appassionarsi tutto sarebbe ancora peggio, il maschio, concentrato sul suo baricentro fallico, sembra indifferente alla creatività femminile e la lascia evaporare. Nel migliore dei casi sembra un’occasione, un momento di conferma e rassicurazione affettiva reciproche nelle due identità. Fare sesso insomma, è qualcosa che attiene più alla sfera emotiva, sentimentale ed affettiva, che a quella specificamente corporea dell’erotismo, della libido, in senso stretto. Non c’è da meravigliarsi, dunque, che per la maggior parte degli individui la vita sessuale risulti, una volta esauritasi la breve fase iniziale della passione e dell’entusiasmo, ben poco gratificante se non del tutto insoddisfacente. Fare sesso non ha la considerazione che merita ed occupa un posto tutto sommato poco o per nulla significativo nella “economia” del benessere esistenziale, fisico, emotivo, intellettuale, spirituale in senso lato. La vita sessuale delle persone, invece a mio avviso, potrebbe essere molto diversa, molto più soddisfacente, se solo si avesse un poco di consapevolezza in più delle sue enormi potenzialità. Soprattutto, se si fosse disposti a liberarsi dei tanti tabù (un misto di paure e di pregiudizi) che ancora oggi ci affliggono nonostante l’apparente liberazione che essa sembra avere avuto soprattutto negli ultimi 60/70 anni. Cosa potrebbe essere invece un rapporto sessuale? Dovrebbe essere innanzitutto un atto di conoscenza, di vera conoscenza, dell’altra/o. Conoscenza, quindi, che non si ferma, non può concludersi al primo rapporto sessuale, ma ha bisogno di approfondirsi, adattarsi agli "attori", crescere con il ripetersi, il reiterarsi dei rapporti sessuali come un lungo percorso di conoscenza. Per cui ogni nuovo rapporto sessuale può essere diverso da quelli che lo hanno preceduto. Quindi non un atto meccanico, non un gesto atletico stancamente ripetitivo e routinario, ma un atto sempre nuovo, che aggiunge ulteriori tasselli alla conoscenza libidica dell’altro/a, che è potenzialmente infinita, inesauribile. In secondo luogo l’atto sessuale dovrebbe e potrebbe essere la situazione esistenziale nella quale si realizza, nella maniera più appagante possibile il bisogno, l’esigenza di trascendenza che sono insiti in ogni esistenza umana. Da questo punto di vista un rapporto sessuale dovrebbe (e potrebbe) essere un atto di trasgressione, nel senso letterale del termine, questo potrebbe byapassare qualche tabù e andare oltre. Non tanto nel senso di trasgredire le norme del comune senso del pudore, ma nel senso di sfidare e superare continuamente le proprie paure, le proprie vergogne, le proprie ritrosie, i propri tabù, confrontandosi in continuazione con i lati e gli aspetti più scabrosi e perturbanti di sé. Una specie di portale mistico, non religioso, ma un'esperienza laica che trascende verso una potente unione il più possibile intima e completa con il Tutto, con l'Universo che ci circonda.

PENSIERI RAPIDI: IN ITALIA FINALMENTE LA CENSURA NON C'E' PIU'

La censura non c'è più? Oggi non vieta più film e libri, uccide la nostra memoria.
In Italia la censura cinematografica è vecchia quasi quanto il cinema. La censura dei libri è vecchia come i libri. Nella sua prima forma arrivò già negli anni Dieci del Novecento, con un Regio Decreto che imponeva tutta una serie di divieti e che prevedeva, per far sì che un film potesse essere proiettato, la presenza di un apposito nulla osta. Poi ci fu quella fascista che di fatto durerà fino a oggi. Durerà fino ad oggi perché essa restò nella mani di pochi potenti della destra italiana che diceva, in pieno accordo con il clero, cosa potevamo vedere o cosa leggere. Le censure, secondo pregiudizi e morale cristiana, intendevano in sostanza difendere l'oltraggio e la prevaricazione di tutte le identità di genere compresa quella femminile, a sostegno di un maschilismo patriarcale. Un maschlismo che, dagli anni del dopoguerra a oggi deventerà sempre più becero e arrogante, nonostante le forti spinte progressiste degli anni Settanta/Ottanta. Veniva vietato tutto ciò che parlava di contraccezione, di sesso permissivo, (consentito solo ai privilegiati ambienti clericali e politici romani), di identità di genere, era una spinta autoritaria così forte tanto da far passare, alla stragrande maggioranza degli italiani, la  "normalità" consapevole che l'omosessualità fosse una malattia e  che, in quanto vizio, poteva essere curato anzi, andava curato. Dopo decenni di ritardo oggi, l'abolizione della censura è diventata legge dello Stato Italiano. Paradossalmente lo è diventata proprio nel mentre la censura è stata delegata, passata dalle politiche di Stato ai privati, ai protagonisti dell'era dei social web (caso Trump insegna), e cosa è accaduto ieri? Per festeggiare l'abolizione della censura ho postato su due social (Tumblr e Facebook) due immagini del film Tre donne immorali del geniale regista polacco Walerian Borowczyk e zac è scattata la censura. Una censura ancora più potente e grave delle precedenti. Essa dipende da un algoritmo che può essere concordato, venduto adattato alle politiche più o meno democratiche dei diversi paesi. Perché più potente e vessatoria? Perché non censura un film o un libro, ma il ricordo di esso. Oggi la censura in appalto ai privati che per varie ragioni dispongono del nostro tempo e della nostra devozione, decreta i limiti della nostra memoria!!! Non solo la storia del dopoguerra racconta una sacrosanta verità, noi italiani abbiamo avuto contro un gruppo di potere  arrogante, pericoloso, inamovibile catto/fascista, che ha impedito libertà civili e democratiche preziose a generazioni di progressisti, umanisti, e comunisti, che lottavano contro le dittature sia di destra che di sinistra. Oggi con l'aiuto del web, così onnipotente, le stesse forze antidemocratiche globalizzate hanno in corso d'opera l'annientamento e la cancellazione dei ricordi di imponenti gruppi sociali. Cancellazione di coloro che hanno avuto ed hanno la colpa di essere poco omologati e poco proni ai potenti del momento, censurando la nostra memoria ci stanno difatto cancellando dalla storia. Sopra: un'immagine del film La bestia di Walerian Borowczyk

PENSIERI RAPIDI: il rumore reato contro i viventi.

PENSIERI RAPIDI: il rumore reato contro i viventi.
Il rumore era il tuono, il rumore era il grido dei viventi nell'incontro con la morte, il rumore era il mare che si infrangeva sulla scogliera. Poi intervenne la "crescita" umana. Il rumore diventa il cannone, il fucile, diventa l'urlo della paura, l'urlo della morte, il boato delle mine, delle atomiche, delle contraeree, dello sfacelo dei i viventi. Negli ultimi 40 anni il rumore diventa disprezzo degli altri. Se voi per curiosità scrivete la parola rumore sulla vostra URL potrete leggere la definizione che viene data alla parola: <<Il rumore è un segnale di disturbo rispetto all'informazione trasmessa in un sistema. Come i suoni, il rumore è costituito da onde di pressione sonora. Il rumore è un fenomeno oscillatorio che consente la trasmissione di energia attraverso un mezzo.>>. Oggi occorre che le istituzioni mettano fuorilegge i disturbatori ovvero, tutti coloro che arrecano non solo un disturbo all'uomo, producendo un rumore inutile, ma ad ogni vivente. Il rumore come reato contro i viventi. Il vivente rumoroso deve essere trattato come un delinquente. Ma chi sono i delinquenti del rumore? Tutti coloro che per divertimento o per solo scopo di lucro invadono le nostre vite con il rumore, con invadenze non necessarie: i motociclisti, i guidatori dei suv, delle imbarcazioni potenti, delle moto d'acqua, dei motorini smarmittati, delle navi da crociera che attraccano in Canal grande, di color che dal porticciolo di Salivoli per raggiungere a un km di distanza il porto di Piombino spingono al massimo motori da 400 cavalli, quelli che con i suv vanno nel deserto, in montagna, gli istruttori di guida fuoristrada, quelli che ostruiscono i nostri vicoli medievali e i nostri marciapiedi con auto enormi per soddisfare la propria mania di grandezza. I peggiori? Sicuramente quelli nei laghi e coste. Un esempio su milioni, il figlio dell'onorevole (poco onorevole) Bossi imperversava con stormi di moto acquatiche insieme agli amici in cravatta verde nel silenzio prezioso del lago di Como. Altra denucia immediata? All' Aero Club Como con la sua "scuola certificata" di volo che massacra la tranquillità di tutti gli abitanti della città e del lago. Oggi abbiamo necessità impellente di considerare reato il rumore inutile, lo chiamerei "reato del disturbatore", o "disturbo al vivente". Se un robot gigantesco calpesta un uomo udiremmo lo stesso rumore di quando noi calpestiamo una formica. L'uomo ha nascosto a se stesso l'incontro con la morte e questo gli dona un senso di immortalità che è il falso dei falsi che nutrono la sua esistenza e gli dona l'idea che può fare tutto quello  che vuole. La morte come fatto accidentale è solo diritto di cronaca, e fa dimenticare facilmente l'uccisione sistematica degli animali e di esseri che sono altri viventi. E' ora che la centralità del vivere terreno passi dall'uomo a tutti i viventi, che la filosofia diventi ecosofia, è ora di leggere: <<Arrestato per rumore molesto>>.

PENSIERI RAPIDI: I Social

PENSIERI RAPIDI: I Social
Ciò che mi colpisce di Instagram, Facebook, ecc. è come ti costringono a interagire con lo sguardo attraverso il quale le persone si osservano. Legittimano la necessità che quello sguardo esista. Ogni post è avvolto da una patina inamovibile che è "l'ansia" con cui lo prepariamo, attenti alla qualità della nostra performance, ci esaminiamo con nella testa lo sguardo altrui. Non produciamo nulla, quasi mai cose buone, non c'è nulla di positivo in un mondo dove siamo oramai abituati ad osservarci mentre "ci guardiamo". (osservo come mi guardo). Abbiamo smesso di distinguere tra la persona che siamo e quella che pensiamo dover sembrare, per ingannare "l'osservatore che abbiamo in testa" che sarà l'osservazione (modo di guardare) di coloro che "sciocchi malcapitati del like facile" leggeranno o stupiranno per una foto o un video. Sopra: la stupenda dashboard di Tumblr

L'INQUIETITUDINE E IL RANCORE

L'inquietitudine e il rancore.

<<Il mondo, per andare avanti, ha bisogno della crescita economica!!!>>
Quante volte e da quanti anni ascoltiamo o leggiamo questa frasa perentoria. Quasi un monito a fare di più rivolto a tutti gli uomini. Il mio istinto chiede subito: ma di quale crescita parliamo? Di quella dove il lavoro schiavistico produce merci in abbondanza di cui beneficiano solo coloro che sono capaci di lucrare su di esse? E anche di quella riservata solo a chi ha soldi per comprarle? Di quella che consente avviare e mantenere nel tempo diverse guerre? Di quella che costruendo produce scorie che inquinano il pianeta? Sono questi i valori indispensabili della crescita? C'è qualcosa che non torna. Questa è la crescita voluta dai neoliberisti alleati dei sovranisti e sostenuta dalle istituzioni che si fanno mantenere da loro. Questo viaggio umano unito alla crescita non porterà nulla di buono, avviene in totale assenza di  democrazia, su un treno dove in prima classe ci sono posti vuoti, e tantissima gente in piedi o a terra nei corridoi delle classi inferiori. Un percorso pieno di disuguaglianze, di Costituzioni accantonate, Statuti dei lavoratori annullati, e in costante aumento di conseguenze spiacevoli. Cari neoliberisti, avete tutto dalla vostra parte, anche le statistiche dei bisogni intimi di ognuno di noi, sapete benissimo che il mondo, modellato dalla vostra ingordigia, se al mattino ci sorprende senza soldi ci uccide. Ci uccide con il freddo, con la fame, con la violenza delle istituzioni. Ci uccide con sbalzi climatici insostenubili, con gli uragani mediterranei, con le desertificazioni, ci uccide costringendoci a lunghi viaggi della speranza, ci uccide nelle "rotte balcaniche", ci uccide nelle soste in luoghi e accampamanti per disperati. Uccide specie animali, disgela ghiacciai, uccide con le isole oceaniche di plastica. Per questo siamo diventati tutti schiavi ubbidienti. Siamo schiavi per paura, e il Covi-19 è l'arma giusta per schiavizzare anche chi è nato libero. Però un favore lo dovete, non prendeteci in giro con le vostre amenità globalizzate, con i vostri avvertimenti interessati, la vostra crescita è una schifezza e spero che presto non vi crederà più nessuno. La realtà è che vi divertite a spese di tutti coloro che vivono con lavori di troppe ore, con miseri compensi, sotto la minaccia di licenziamento, avete messo al bando ogni regola che rispetti le singolarità umane, che protegga un minimo d diritti di chi lavora. Con voi la dignità umana è sempre in pericolo. Giocate con Ferrari, Mercedes, panfili, moto d'acqua, moto di terra, satelliti persi  nello spazio, trivellazioni sempre più profonde, fate troppo rumore, vi raggruppate in navi da crociera che sembrano carceri galleggianti per dementi. Buttate risorse vitali e siete disturbatori sistematici di tutti i viventi. Oggi con il Covid-19 avete finalmente schiavizzato anche chi sembrava immune per intelligenza, cultura e storia personale. E' la vostra grande occasione di trasformare il 2021 in un'anno peggiore del 1872 anno del regolamento di conti con la Comune di Parigi. I trentamila morti per annientare la voglia di democrazia  e di diritti dei lavoratori di allora, sono un nulla per la vostra voglia di disciplina e di morte di oggi. Sopra: un'acciaieria abbandonata.

Lust, Schönheit und Kreativität

Lust, Schönheit und Kreativität
Über das sexuelle Vergnügen von Männern und Frauen lesen wir alles Mögliche. Soziologen, Psychologen, „Kenner" aller Art versuchen sich ohne sichtbare Pause daran. Das Thema ist so stark mit Gefühlen, Körperlichkeit, geschlechtlichen Identitäten, heutzutage sehr stark mit Chemie, und mehr oder weniger induzierten Vorlieben verbunden, wo jeder recht zu haben scheint, „ma anche no, gerne auch ohne" würde ein Venezianer sagen. Sprechen sie tiefgehend oder oberflächlich darüber? Ich denke, sie versuchen auf intensive Weise der Sache auf den Grund zu gehen, aber mit wenig Erfolg, angesichts der schwierigen und schwer fassbaren Materie. Fügen wir lediglich das hinzu, was nicht gesagt wird in ihren Beiträgen. Die Wissenschaft, die Medizin und die Pornographie, wenn auch mit unterschiedlichen Zielen, unternehmen enorme und nutzlose Anstrengungen, um das zu katalogisieren, zu messen, zu homologisieren, was die Philosophie seit Jahrhunderten wegen ihrer Unfähigkeit es zu verstehen nicht behandelt hat und um es den Vereinfachungen der Moral zu überlassen. Eros ist ein „Feld" zwischen nur scheinbar ähnlichen Individuen. Die Erotik, die zwischen diesen Individuen entsteht, ist eine schwer fassbare, zerklüftete Kraft, die nie gleich ist. Wir sind in einen Wirbelwind von oft unwiederholbaren Empfindungen verwickelt, eine Macht, die sich überhaupt nicht einordnen, nicht klassifizieren, nicht assoziieren, nicht homologieren lässt. Jedes Individuum, ob männlich, weiblich oder mit einer anderen Geschlechtsidentität, hat seine Einzigartigkeit, und das Wunder für jeden von uns besteht darin, sie ans Licht zu bringen, ihr Potenzial zu spüren, sie mit Hingabe zu erweitern und sie vollständig zu kennen. Das Glück eines Paares ist das Streben nach der vollständigen Entfaltung des eigenen Selbst durch eine starke Verwirklichung des anderen. Die „gegenseitige Entdeckung" ist eine lange und ermüdende, mit tierischen Instinkten gespickte und vor allem intellektuelle Reise, die zum puren Wissen führt und das Glück des Seins auf dieser Welt verkörpert. Je komplexer, aufmerksamer und attraktiver dieser Lebensweg ist, desto erfüllter ist das Paar, das sich auf eine höhere Ebene des Daseins und der Lebensfreude begibt, die sich jeder wissenschaftlichen Klassifizierung entzieht und die kontinuierliche Entwicklung eines einzigartigen Phänomens ist, das nur die Protagonisten betrifft und für alle anderen absolut nutzlos ist. Vor dieser Erkenntnis fürchten sich sowohl die Wissenschaft als auch die Pornowelt; beide sind auf diesem Gebiet nutzlos (und doch gedeiht und expandiert die Pornografie). Die Literatur hat sich, in der Befürchtung in eine pornographische Sprache zu verfallen - einige sehr wenige wagemutige Autoren ausgenommen - immer in den Gefilden einer vernachlässigenden Langeweile bewegt. Dreigroschenromane wie „Fifty Shades…" sind abgestaubte, an unsere Zeit angepasste alte Märchen. Auch die Kunst hat kapituliert. Sie hat im Laufe der Jahrhunderte nur einige Randaspekte des Eros aufgefangen. Besser, wenn auch nur geringfügig, gelang es den erotischen Comics (Hanz Kovacq, Ignacio Noe, Serpieri Eleuteri, zum Beispiel). Sie haben es geschafft, die erotischen Träume und sexuellen Alpträume, vor allem der Frauen, in jeder möglichen Form vortrefflich darzustellen. Die Kunst des neunzehnten Jahrhunderts hat der Attraktivität der Gesten, die von starkem sexuellen Verlangen getrieben sind, Ausdruckskraft verliehen. Die Fotografie hat in peinlicher Weise Formen der Schönheit zu Unterkategorien der Sinnlichkeit homologiert, durch einen ähnlichen Prozess, wie ihn die Mode der schlanken, auf ein Minimum beschränkten und oft unmenschlichen weiblichen Figur ihrer Mannequins auferlegt hat. Die Fotografie fängt die gewöhnlichsten und gewohnten Aspekte der Schönheit ein, sie lässt die „Bewegung der Körper", die reiner Ausdruck der Begierde ist, vollkommen außer acht und ist daher nicht authentisch und ausgesprochen langweilig. Nur wenige Künstler, wie Courbet, boten uns einige Aspekte einer sehr kraftvollen weiblichen Schönheit, immer dann, wenn sie ihre wunderbaren Mätressen porträtierten. Wir können dieses Argument mit der Feststellung abschließen, dass die wahre Schönheit in der Bewegung der Körper liegt, und dieser Aspekt erzeugt auch ein intensives Vergnügen für diejenigen, die diesen vitalen Impuls lieben, neben den anderen Impulsen sexueller Natur und es besteht kein Zweifel, dass die Lust eines jeden von uns aus der vollständigen Bejahung des Genusses unserer Andersartigkeit entspringt: ein Partner mit Wesensgleichheit in der Körperlichkeit und in der Entfaltung der gegenseitigen Gefühle. Das führt uns natürlich nicht dazu, zu glauben, das Thema erschöpft zu haben. Wie bereits erwähnt, fürchtet es in keiner Weise irgendeine Unberechenbarkeit, weil es stark von der Kreativität des Menschen getrieben ist.

LE LOGICHE DI POTERE, IL PENSIERO NOMADE E IL FEMMINISMO MODERNO

Le logiche di potere, il pensiero nomade e il femminismo moderno.
Sconfiggere il risentimento è il problema dei problemi a partire dal pensiero dal pensiero nomade di Nietzsche, al divenire animale e divenire donna di Deleuze, al divenire cagna o soggetto mutante di Villani. Quindi uscita dai dualismi, uscita dalle logiche binarie, non più l’uno che diventa due, maschio o femmina, occorre passare dal solo uomo ai viventi, occorrono multidirezioni, abbandonare ogni determinazione di genere, razza, gerarchia, dialettica abitudinaria, ecc. Entrare in uno spazio creativo dove tutto è possibile. L’istinto è stato subordinato all’intelletto e l’intelletto alla morale. Il nostro intelletto ha bisogno di addomesticare i corpi, e ovunque troviamo assimilazione in una specie di cannibalismo dello spirito a cui l’istinto è stato reso dipendente. In che modo i corpi conoscono altri corpi e ne fanno esperienza, ne conoscono affetti ed emozioni? La P.ssa Villani nel suo <<Corto circuito del risentimento>> parla del corpo come di una <<cartografia delle cicatrici>> non in senso di sanguinamento ma nel senso dei segni del vissuto. Questa cartografia delle cicatrici diventa una vera ontologia del presente. È da queste che dobbiamo cominciare, dai segni materiali e carnali, dal vissuto come patrimonio. L’anima la si crea a partire dalle ferite, dalle tracce, dalla violenza di qualcosa che costringe a immaginare un altro mondo o un altro modo di essere. Occorre tornare a sentire, esplorare ciò che non si è più capaci nemmeno di immaginare per far insorgere un altro presente. Da questa "filosofia mutante" ecco la vita come "storia dei corpi" che si aggregano e si compongono tra loro. Fanno muta dunque. Ad essere messe in gioco sono le relazioni di potere, le consuetudini, gli abusi, la gerarchizzazione, la soggezione, l'umiliazione. Bisogna partire da Nietzsche passando per Foucault, Deluze e Guattari, Canetti, e con la Villani arrivare al femminismo moderno, o dell'ultima generazione. Questo è il passaggio centrale della P.ssa Villani:  << Nel divenire dei processi di metamorfosi, che richiama la formula Cyborg di Donna Haraway, si mette in atto un passaggio/frattura, un passaggio rivoluzionario, un passaggio sovvertitore che smonta la colpa gerarchicamente imposta e funzionale ad ogni idea di presa del potere>>. Nel divenire-cagna della metamorfosi, dove si incontrano una filosofia mutante e un pensiero nomade, è possibile immaginare un mondo e una filosofia
differenti, che mettano in parte le rivendicazioni identitarie e gerarchiche di riferimento per passare a nuove istituzioni a spazi di soddisfazione diversi done la creatività femminile potrà esprimersi e diventare una potente risorsa contro l'omologazione generale, contro tutti i razzismi, contro la perenne messa al bando delle diversità.

LE LOGICHE DI POTERE E IL MALE

Le logiche di potere e il male.
Esiste una certa relazione tra "l'addomesticamento" degli istinti e il male. Occorre precisare la definizione del male, essa va vista come un complesso di "spinte" che comprimono la vitalità dell'essere umano. Non si tratta affatto di un problema morale, ma di una certa configurazione di un campo di forze che è alla base di alcune determinate spinte esistenziali, e queste "esistenze" investono la sfera dell'eticità. Dice la Dssa Villani: <<alla base dell'eticità è possibile rinvenire come una torsione, un contorcimento che lacera la forma data dell'animale umano, aprendola all'eccedenza affettiva, eccedenza territoriale, radicalizzazione del bene possibile e dolente produzione del male>>. La morale è come un portale del tempo, una soglia dove non si è più gli stessi e in questo caso diventa il limite netto tra l'umano e l'animale. Oltre quella soglia, quel limite se l'animale si degrada arriva il male. La metamorfosi dei corpi diviene una linea di frattura tra l’irrazionalità bestiale e il divenire rizomatico dell'espansione del proprio Io. E' qui che la osserviamo come logica differenza tra lo stato puro e la mediocrità del moralismo consolatorio. Il conflitto schiavo/padrone diviene lo spazio di intreccio di tutti i divenire possibili. Divenire animale, divenire donna, divenire libero, divenire uomo, divenire cagna, come metamorfosi di rottura dei percorsi abitudinari. Potente è il recente femminismo spinto come arte del divenire contro la forma "eroica" dell’abitudine che ha prodotto l'omologazione dei maschi. Si tratta di un campo di variabilità dell’esistente che è un'affermazione soprattutto fisica, corporea. Il mutamento del corpo femminile diventa l'antitesi irriducibile dell’eroismo, un eroismo supportato dalle logiche di potere tradizionali e ben strutturato dalle identità di genere binarie maschio-femmina e potenziato dal patriarcato maschilista. Sopra: il portale del tempo

LE DONNE E GLI UOMINI DELLE MIMOSE

Le Donne e gli Uomini delle mimose.
Mi colpiscono le dissertazioni intorno alle donne fatte dagli uomini. Le donne sono, le donne dovrebbero, le donne pensano, le donne fanno. E’ un esercizio bizzarro anche perché a mia memoria non ci sono poi tanti scritti di donne che si occupano di spiegare agli uomini come sono fatti. Spesso da molto giovane le mie amiche dicevano "il mio uomo", indicando un fidanzato. (L'omo mio, dicevano le romane). E' un malinteso sostanziale, non ha molto senso pensare di essere proprietari di una persona, non lo si è nemmeno di un gatto figuriamoci di un "bipede" non sempre pensante. Forse possiamo essere proprietari diciamo, di un paio di scarpe. Si dovrebbe poter dire “l’uomo di me” scorretto tecnicamente, ma corretto nel significato, cioè non l’uomo che possiedo, ma l’uomo che mi riguarda, che è con me. Comunque quando le mie coetanee parlavano degli uomini in quanto genere, si arrivava a parlare senza dire nulla, se non concetti triti e ritriti: sono tutti uguali, vogliono solo una cosa (mai capito cosa c'era di male), fedifraghi, approfittaori, inaffidabili e traditori. Ma il genere maschile nella sua complessità era al di fuori di qualsiasi interesse per queste donne, non era mai all'ordine del giorno di una discussione che potesse sembrare tale. Non saprei se qualche esimia filosofa abbia fatto trattati sui maschi, ma conta poco visto che sono convinto che, a parte alcune differenze di natura biologica ognuno di noi, dotato di organo femminile o maschile, abbia la stessa dignità e una tale quantità di caratteristiche peculiari che un’analisi che parta dall'identità di genere "binaria" (mschio-femmina che esclude le altre e su cui poggiano le logiche di potere), non può esser che superficiale e inutile. Altra cosa è l’analisi di come si colloca un uomo o una donna nel consesso sociale. Questo è un ragionamento importante, ma non solo per dire che mai come oggi le donne debbono rivestire ruoli di potere, cosa che molte sono in grado di fare anche in questo mondo in cui il maschilismo è la materia di cui sono costituite le fibre del tessuto sociale, ma per dire che il ruolo gregario che spesso si trovano a ricoprire le donne, anche per scelta, è il prezioso sistema di idee e di comportamenti che crea quello che si definisce team, ed è tutto quello che permette a una struttura piramidale di esistere. Quindi il leader, maschio o femmina che sia non esiste senza team, vale quanto i suoi gregari maschi o femmine che ha intorno che, al contrario, nel funzionamento di una organizzazione hanno un senso anche senza leader. Il "capo" lasciamolo ai forcaioli della destra nostrana che senza un leader morirebbe. Dal lavoro passiamo in camera da letto (o anche in salotto o in cucina, se ci va) e chiudiamo la porta. Lasciamo "la direzione lavori" in mano al maschio che la sa fare e gestirne i limiti, e che le donne si godano il ruolo subalterno, se gli piace. Tu sei il domnante e io sono la tua dominata, "ma anche no" dicono i veneti, evviva anche il contrario. Gli attori di questo gioco hanno una predisposizione naturale, sarà nella cultura, nell’educazione, nell' ereditarietà. Il fatto importante è che sono comportamenti che non si possono fingere, né possono essere appresi dalla pornografia. Sono pochi i maschi che sono in grado di gestire questa delicatissima materia, e sono pochissime le donne che sanno fidarsi/affidarsi al maschio, e ancor meno quelle che preferiscono il ribaltamento del "plot". Tutto è camuffato nella competizione narcisismo/masochismo di un Io immenso che ama, sussurra, vuole, pretende e grida. Ma cos'è che non va? E’ la cerniera tra questi due momenti. E’ il momento in cui il maschio, che ha goduto di privilegi secolari, si crogiola su quel momento, senza mai cercare un miglioramento, un qualcosa in più. La donna invece che ha sempre subito e portato la soma, vuole migliorarsi, superarsi continuamente e quando si innamora entra in una campo di creatività senza confini dove tutto gli sembra possibile. Il maschio investito, travolto da questa potenza della donna, si gode ogni beneficio restando immobile non ha bisogno, di progredire ha già tutto. Ma attenzione!! La donna impiega tante, troppe energie ama, fa figli, lavora in casa, lavora fuori, e quando le forze scarseggiano si calma e si spegne proprio quando il maschio è ancora "vinto" da tanta "grazia"  ricevuta. Lei giustamente si desta, si allontana, inizia a vedere un maschio inutile e lui non capisce. Più la creatività della donna è stata elevata e più il maschio resta stordito e incapace a ritornare a uno stato di lucidità. E' qui che quando la donna si rifiuta il maschio non comprende, proprio non ci arriva con il cervello, il suo cervello non ha i tempi giusti per comprendere il cambiamento ed ecco la violenza. Regaliamo pure le mimose, ma prima di tutto correggiamo i comportamenti. Nelle scuole dovrebbe essere insegnata la moderazione, dovrebbe essere insegnato che donne e uomini hanno tempi emozionali diversi perché vengono da storie e privilegi diversi, tanti per i maschi e niente per le femmine. Nelle scuole dovrebbero insegnare che, pur se nella cultura vigente si narra di come una donna è forte, che sopporta il dolore fisico, che sa trovare riscatto anche nell'umiliazione, è ora di farla finita!!! Come noi le donne si realizzano nello studio, nel lavoro, nello stipendio, nella parità di diritti, nel rispetto, e nell'autodeterminazione.

LA FILOSOFIA DELLA TRADUZIONE (Di Beatrice Lavezzari)

La filosofia della traduzione. (di Beatrice Lavezzari)

Fino all’Ottocento vi è stata una separazione netta fra spirito e lettera secondo cui i significati sarebbero decisamente separabili dai segni. Secondo il De Interpretazione di Aristotele esisterebbe un quid identico alla base del linguaggio vale a dire che le impressioni suscitate nelle persone da questi ultimi sarebbero uguali per tutti   mentre cambierebbero i suoni e i segni. Pensiamo, ad esempio che nella lingua greca non esisteva un termine per indicare la traduzione perché per i greci la loro era l’unica vera lingua quindi la civiltà greca era monolinguista dunque impermeabile a qualsiasi contaminazione proveniente dall’esterno. Jaques Derrida sulle orme del De Saussure capovolge la visione aristotelica posizionando all’origine una differenza rappresentata dalla scrittura dalla quale scaturiscono i significati, per giungere poi all’identità dell’oggetto che altro non è se non un’astrazione. Tale processo si può definire come decostruzione della metafisica della presenza perché se il momento originario è rappresentato dalla scrittura che è legata alla storicità e al tempo, allora automaticamente la presenza verrebbe esclusa e diverrebbe una non presenza. Derrida accoglie la pluralità delle lingue con favore in quanto ogni lingua presenta una visione del mondo diversa quindi le lingue non possono essere perfettamente sovrapponibili tra loro. Tuttavia nessuna lingua puo' sopravvivere restando chiusa in se stessa quindi interviene anche l’aspetto politico in quanto sia all’interno della lingua stessa che all’interno della traduzione è sempre presente un rapporto con l’alterità. La traduzione mira ad essere una sintesi fra i due aspetti e cerca di equilibrarli al meglio. Anche Umberto Eco si è cimentato con l’analisi filosofica della traduzione nel suo libro “Dire quasi la stessa cosa” in quanto la traduzione è dire quasi la stessa cosa in un’altra lingua, all’apparenza. Il grande pregio di Eco, scrittore, traduttore, tradotto da altri in tutto il mondo, è stato il suo grande approccio pratico e non a caso il sottotitolo del suo libro è “esperienze di traduzione” proprio nella misura in cui ogni traduzione rappresenta un’esperienza a sé. Naturalmente tradurre significa anche rispettare determinati suoni e ritmi tentando di suscitare nei lettori di diverse aree geografiche le medesime reazioni. La traduzione non è, però, un atto di estrema libertà. Le frasi idiomatiche, le espressioni colloquiali, i giochi di parole, le metafore e le locuzioni della lingua di partenza devono trovare dei corrispettivi credibili anche nella lingua di arrivo, operazione, questa, assai complessa. Il caso delle “belle infidèles” denota la possibilità di muoversi con una certa libertà all’interno di una traduzione al fine di renderla più credibile ai fruitori nella lingua di arrivo stravolgendo talvolta eccessivamente i contenuti del testo di partenza. La traduzione risulterebbe, quindi, un’operazione non puramente meccanica e non sarebbe mai possibile dire sempre esattamente la stessa cosa in un’altra lingua. Sulla stessa scorta si individuano altri saggi simili come “Lavoce del testo “di Franca Cavagnoli nel quale si occupa della tradizione letteraria che vede come un lavoro poliedrico che abbraccia lo studio, la ricerca, la lettura sia nella lingua di partenza che in quella di arrivo. Naturalmente, i non addetti ai lavori non si rendono conto di quanto lavoro possa esserci dietro la resa di una sola frase e di quanto il ruolo del traduttore debba essere maggiormente considerato nel panorama letterario. Cercando di attuare una sintesi, si può affermare che traduzione e filosofia condividono una forma di esistenza al plurale in quanto non esiste un’unica filosofia, né un’unica traduzione, ma solo molte differenti filosofie e traduzioni. Ciò le conduce ad assumere per la loro stessa essenza la forma della relazione e a valicare i confini disciplinari, riempiendo in qualche modo gli spazi vuoti lasciati nell’interazione fra i vari ambiti culturali e di espressione nel passaggio da una lingua all’altra. Sopra: Proff. Beatrice Lavezzari (docente di lingua inglese)





Die tausend Gesichter einer Frau (das wirklich starke Paar). Teil 17

 

Die tausend Gesichter einer Frau (das wirklich starke Paar). Teil 17
Die Begegnung zwischen einem schützenden Dominierenden und einer Unterworfenen, die dabei entdeckt, dass sie eine ist, ist explosiv und erzeugt oft, sowohl mental als auch körperlich, eine abgrundtiefe Art der Beziehung. Eine dauerhafte, emotionale, kraftsprühende Beziehung, die die Protagonisten verändert. Und wie so oft wenden wir uns, um solche komplexen menschlichen Fragen zu verstehen, an die Philosophie, insbesondere an Gilles Deleuze. Was sagt uns das? Im Deleuzianischen Werden, in seiner Interpretation der „Schönheit in der Bewegung", beantwortet der Körper nicht die Frage nach dem, was er ist, sondern nach dem, was ein Körper zu tun imstande ist, nach den möglichen Verdrehungen, den möglichen Widerständen. Durch welche Stöße und Erschütterungen ein Körper stark wird. Wir können uns einen Körper nicht als eine anfängliche Ausstattung mit Instinkten vorstellen, als eine unveränderliche, vorgeprägte Ausstattung. Instinkte bilden sich. Mehr noch, um genau zu sein: Sie müssen transformiert werden, aber Instinkte zu transformieren braucht Zeit, Hingabe und Hartnäckigkeit. Fügen wir Leidenschaft hinzu und wir wissen genau, dass wir der Gewissheit des Glücklichseins sicher sein können, wenn das Paar Kreativität, Träume und Selbstlosigkeit teilt. Sich selbst als unterwürfig zu entdecken, auch mit seinen Nuancen, bedeutet zu entdecken, dass der eigene Körper in einen existentiellen Bereich eintritt, der die Instinkte modifiziert. Sich selbst als Dominierte zu entdecken, bedeutet, dieselben sexuellen Verhaltensweisen, die man mit den Männern der Vergangenheit hatte, mit einer neuen Liebeskultur und einem neuen Selbstbild erneut zu erleben und sie mit neuen Gefühlen und einer völlig anderen mentalen Einstellung zu wiederholen. Es ist ein radikaler und oft traumatischer Umbruch. Unter dieser Prämisse muss der Dominierende viel Kraft aufbringen, um seine Unterworfene zu unterstützen, ihr existenzielles Feld zu erweitern und die Transformation ihrer Instinkte erfolgreich abzuschließen. In Wirklichkeit vollzieht sich diese Verwandlung, die die Unterworfene mit der Entdeckung, eine solche zu sein, erfährt, in zwei Elementen, im Körper und im Umfeld, und bezieht in einer parallel ablaufenden Mutation auch den dominanten Partner mit ein. In der unsicheren Übersetzung des Deleuzianischen Textes könnte es folgendermaßen lauten: <<Die beiden Partner metamorphosieren sich gegenseitig>>. Diese „Hybridisierung" findet in einem intensiven Kräftefeld statt, das immer stärker erregt wird und die beiden Körper zu überwältigen droht, wenn dies im fortgeschrittenen Alter geschieht. Der scharfe Verstand von Tiziana Villani in ihrem „Secondo movimento" sagt genau das: <<Die Domestizierung der Instinkte kann zu Ressentiments führen. Sie kultiviert den Groll als notwendige Bedingung, um jede freie und kreative Kraft zu brechen>>. Stimmt, aber ein „Ressentiment" kann überwunden werden. Wenn wir das existenzielle Feld, das die Instinkte „aktualisiert", mäßigen, betreten wir einen Bereich, in dem die Regeln weder gegeben noch unveränderlich sind - es ist ein Bereich der Mutation. Der Schriftsteller Elias Canetti fügt hinzu, dass ein Körper mutiert, wenn er auf einen anderen wesensnahen Körper trifft und sich loslöst, d.h. wenn er aus der Logik des Rudels, aus der Logik der Macht, aus der Logik des gewohnten Lebens, aus dem gelebten moralischen Sinn ausbricht, die sexuelle Erfahrung wird aufgegeben und das Paar betritt das Feld der Transformation. Die daraus resultierende körperliche Macht setzt die Körper neu zusammen, hybridisiert sie, verkettet sie in einem Update der Spezies gegen bekannte Logiken. Hier müssen die Protagonisten dieser Mutation, gestützt durch ihre vorbildlichen Geschichten, durch die Leidenschaft für das Leben, die Phantasie, die Fähigkeit zu sein, eine Verbesserung herbeiführen: die Unterworfene muss ihre Authentizität stärken, ihre Ressentiments gegenüber dem männlichen Chauvinismus mäßigen, sich bewusst werden, dass ihr Dominierender sie unter keinen Umständen untertänig haben will. Der Dominierende hingegen muss den Schutz des Körpers der Unterworfenen verstärken, die Loslösung als ein Ereignis ohne Gefahr akzeptieren, die Kreativität erhöhen, jede Handlung oder Haltung vermeiden, die Reibung am aktuellen sozialen Bild und der Vergangenheit der Unterworfenen erzeugt.

Wir können nicht ohne Schönheit auskommen.

Wir können nicht ohne Schönheit auskommen.
Die Maske macht uns unsichtbar, wir weichen uns auf unangenehme Weise aus und zeigen unsere ganze Angst. Wir legen ein unkorrektes Verhalten an den Tag, indem wir auf das Verhalten anderer hinweisen, selbst wenn es dem unseren entspricht. Die Kommunikation wird gestärkt, es wird mehr telefoniert, es entstehen momentane Emotionen zwischen unerreichbaren Fremden, wir sehen nicht, wen wir treffen, und können uns auch nicht nähern, weil wir unsicher sind, wie der- oder diejenige reagiert, auf den oder die wir zugehen. Wir sind gut darin, Fernbeziehungen auf Dating-Portalen zu knüpfen, wohl wissend, dass wir uns nicht über Regionen oder unüberschreitbare Grenzen hinweg treffen können. Das Bedürfnis nach menschlichem Kontakt wächst, aber die Verwirrung zwischen Mann und Frau nimmt deutlich zu. In den letzten 40 Jahren wurden die Beziehungen zwischen den Geschlechtern durch die Pornografie beeinträchtigt, die Pornoindustrie hat die Männer wirtschaftlich ausgebeutet, die Frauen aber auf irreparable Weise geschädigt. Entsetzlich sind die Auswirkungen auf die Gewohnheiten von Männern und Frauen in Bezug auf Verhaltensweisen und Liebespraktiken. Sex als Kampf, Sex als sportliche Geste, übertriebene Performance und vor allem Gewalt gegenüber passiven männlichen und weiblichen oder bisexuellen Subjekten. Sadismus und seine berüchtigte Assoziation dominieren in einer wiederholten und unehrlichen Botschaft: mehr Gewalt mehr Vergnügen. Alle fühlen sich zum Credo des Machismo oder dem sadistischen Dominierenden hingezogen, bei dem das Vergnügen des weiblichen oder allgemein passiven Subjekts direkt proportional zur Gewalt ist, die das Subjekt erleidet. Diese ständige Präsenz der Pornografie führte in den letzten 30 Jahren dazu, dass die sexuellen Beziehungen zwischen Männern und Frauen, selbst wenn sie durch Zuneigung geprägt sind, problematisch, schwierig, wertlos und kurz sind und, was am schlimmsten ist, mit wenig Selbsterkenntnis geführt werden. Es gibt Frauen und Männer, die erst spät im Leben, nach langen Ehen, ihre wahre Erotik entdecken oder sogar alt werden, ohne zu wissen, wer sie sind und sich auf der Suche nach einer wahren Identität befinden, auf der vergeblichen Suche nach dem, was sie sexuell anregt und ihnen eine wirklich erfüllte Sexualität ermöglicht. Wir alle, Männer wie Frauen, sind oder waren Opfer von Pornografie. Manche Männer und viele Frauen verzichten vollkommen auf ein Sexualleben. Andere Männer verlangen von Frauen, sich wie Pornodarstellerinnen zu geben und die Frauen, wenn sie sich verlieben, versuchen es bereitwillig, leben pornografische Aspekte aus und fügen aus ehrlicher körperlicher Leidenschaft nicht unabdingbare Gesten hinzu, die weit über die Rotlichtatmosphäre hinausgehen, und setzen sich damit der Gefahr der Verachtung aus. Der männliche Chauvinismus fordert, wie schon immer bekannt, von Frauen oder passiven Menschen körperliche Grobheiten und Schändungen des Körpers, die „post coitum" zum Objekt der Verachtung werden und fügen so der ewigen Gewalt durch die Religionen weitere geschlechtliche Gewalt hinzu. Mindestens seit dreißig Jahren ziehen Männer und Frauen es vor, lieber allein zu leben und akzeptieren die „temporäre Familie", weil sie Angst vor sexuellen und emotionalen Problemen, Langeweile in der Paarbeziehung und fehlender Selbstverwirklichung haben. Es ist nicht wahr, dass die Krise in Bezug auf die Familie auf Egoismus oder Narzissmus zurückzuführen ist, was uns die besorgten Soziologen erzählen; sie hängt mit den Schwierigkeiten des Intimlebens, der schwierigen Verwirklichung des Paares und den allgemeinen wirtschaftlichen Schwierigkeiten zusammen. Um den Weg zur Pornographie zu versperren, wäre es notwendig, mit der Werbung abzuschließen, aber wir wissen, dass das unmöglich ist, so dass wir historisch gesehen einen echten Obskurantismus der Liebe und der Sitten leben, der noch Jahrzehnte andauern wird, denn sowohl die Werbung, der Porno und der Machismo scheinen unvergänglich zu sein. Heute sind diejenigen, die allgemein als Singles bezeichnet werden, am Ende ihrer Kräfte und müssen ihre Vorstellung überdenken, wie sie eine Beziehung leben wollen. In dieser schrecklichen Verwirrung zwischen den Geschlechtern müssen wir das männliche Geschlecht und seine in einem Gefühl der Macht grenzenlos verstreute Arroganz überdenken, die das Virus Covid 19 untergraben hat. Wir alle brauchen Emotionen, Körperkontakt und das Erleben von Gefühlen. Wir können nicht umhin Dostojewski zu zitieren und sein: „Ich bin allein, ihr seid alle", beschreibt den Mann der Straße, der die Straße liebte und der vor der Straße keine Angst hatte. Es kommt der Gedanke auf, dass eine seltsame Dialektik besteht zwischen Büchern und dunklen Zeiten, zwischen Wissenschaft und wissenschaftlichen Büchern, zwischen den Nachrichten des Tages und der Kunst zu leben, zwischen Schönheit und Moral, zwischen Sadismus und Genuss, zwischen amourösem Nomadentum und Treue. Der Schönheit, der Intensität, der vitalen Heftigkeit, den Emotionen, zu denen Bücher Zugang verschaffen, steht hier der stumpfe Widerstand des Alltags gegenüber, geprägt von leerem Geschwätz, von populistischem Nebel, von schlampiger Körperlichkeit, von Pornographie, von der Hässlichkeit der Worte und heutzutage auch von der Angst. Ich persönlich lebe in diesem Kontrastgebilde in einer kleinen Ecke des Widerstands, der geistigen Gymnastik und der immerwährenden Suche nach Ästhetik. Eigentlich will ich nicht mehr wissen, was in der Welt vor sich geht, ich will keine schlechten Nachrichten mehr, will nichts mehr von Hässlichkeit, Zerstörung und Tragödie hören, ich will mich auf eine mutige Persönlichkeit, eine weibliche Kraft einlassen und in eine Quelle der Schönheit eintauchen. Nur so bleibe ich auf dem rechten Weg, ohne mich vor diesem Weg zu fürchten und fühle mich nicht allein gegen alle.

Eros ist immer mächtig, aber zu viel Kommunikation macht uns kindisch.

Eros ist immer mächtig, aber zu viel Kommunikation macht uns kindisch.

In Zeiten der nachgeahmten Nachahmer, der Likes und Shares, ist der Eros immer noch sehr mächtig. So mächtig, dass er sich letztendlich jeder Individualität widersetzt: Subjekt und Objekt existieren heute nicht außerhalb der Kommunikation, alles ist also Kommunikation, alles ist Subjekt oder Objekt. Klären wir aus Gründen der Notwendigkeit den deleuzianischen Begriff „Rhizom", der die Frage „Was sind wir heute" perfekt beantwortet. Das Rhizom ist kein Punkt, es ist kein definiertes Objekt, es ist nicht lokalisierbar, sondern etwas, das sich ständig verändert und in seiner mutatorischen Dialektik seine Existenzberechtigung hat. Einfacher ausgedrückt: Jeder von uns ist nicht mehr ein Subjekt unter vielen Subjekten, sondern wir sind das Ergebnis der Entscheidung einer existenziellen Dynamik, zu der wir den Zufall, also Glück oder Pech, hinzufügen. Die Werbung zeigt uns Verhaltensweisen, fordert uns zu diesem oder jenem Verhalten auf. Wir existieren, weil unsere Handlungen existieren. Diesen Handlungen wohnt eine unbewusste libidinöse Natur inne, wir nehmen sie als Anziehung wahr. Warum Eros im Gegensatz zum Rhizom? Mit dem Eros wird das Paar wieder zum Subjekt, es besteht aus zwei Subjekten, die normale Triebe haben, manchmal sind sie primordial oder werden im sozialen Umfeld nicht gelebt, die sexuelle Phantasie ist die Gesamtheit der Handlungen, die an dieses Subjekt gerichtet sind und nur für dieses Subjekt gelten. Werden wir auch in der Sexualität zum Rhizom, dann werden wir nutzlos, die Handlung würde zum Selbstzweck und die Eigenschaften desjenigen vernachlässigen, den wir lieben. Ist der Eros einmal beiseite gelassen, verkörpern wir wieder nur Handlungen, unser Zuhause, unseren Beruf; wir werden Ausflügler, Katze, Kinder, Fitnessstudio, Jogging, Hund, Ehemann, Ehefrau usw. Hier sind wir wieder, eben als Nicht-Subjekte, sondern als Handlungen, die mit anderen Handlungen als mechanische Verknüpfungen verbunden sind. Wir leben einen Widerspruch zwischen Inhalt und Form, wir werden zu unserer Bewegung, die unser Leben darstellt. Der Eros wird dabei leicht vergessen und mit ihm auch die Empathie für den Partner, unsere Sinne verlieren ihre Wahrnehmungsfähigkeit für die Person, die uns wieder als Subjekt Antrieb gab, wir erleben nicht mehr die Gedanken und Gefühle, die uns die Subjektivität auferlegte. Wenn wir das sind, was wir tun, wenn wir zur Handlung und zu Imitatoren werden, dann werden wir wandelbar und hyperaktiv, mit einer Myriade von kleinen Wünschen, die uns von dem wirklichen Wunsch wegführen, dem, der uns vollkommen erfüllt, dem unserer Einzigartigkeit. In der Paarbeziehung scheint Eros seinen eigenen Weg zu gehen und überlebt nicht lange, wir vertrauen ihm zu viele belastende und zum Teil nicht zulässige Aufgaben an: das Gefühl der Einsamkeit zu lindern und die erforderlichen Loslösungen zu managen, damit wir wieder nur Handlung werden können. Und so leben wir also die Vorliebe für die Aktion, für ein befriedigendes und modisches Image, für einen kleinen Erfolg, für eine Bestätigung im Arbeitsleben, für das Erzählen von einem Urlaub an den Iguassù-Wasserfällen. All das führt zu einer gegenseitigen Unaufmerksamkeit in der Paarbeziehung, die sich schnell erschöpft. Wenn wir uns einer Frau nähern, die uns gefällt, wird unser Verhalten von Oberflächlichkeit bestimmt, weil wir glauben, alles über die Paarbeziehung zu wissen, und vernachlässigen so jede Einzigartigkeit, jede Eigenart oder Verhaltensweise oder jeden speziellen Impuls, und verlieren so die ganze Kreativität, die eine Liebesbeziehung freisetzen kann. Dies führt zu einem schwindelerregenden Wechsel der Partner, bis wir in den Sechzigern sind, ohne unsere emotionalen und sexuellen Vorlieben zu kennen. Wir bleiben emotional unterentwickelt und verlieben uns in Verhaltensweisen, die fast immer kindisch, sich wiederholend und langweilig sind, folglich auf Handlung fokussiert, wodurch Phantasie, Vorstellungskraft und Kreativität - die wesentlichen Kräfte für die Stärkung einer Beziehung, herabgewürdigt werden.

NILLY, NON POTRA' MAI PIU' ACCADERE

Nilly, non potrà mai più accadere.
Questo breve racconto vuole mettere in vista uno dei tanti comportamenti degli umani che sono stati messi al bando nel 2020, cancellati con un colpo si spugna. Colpa della pandemia? Colpa della sifilide? colpa dell'aids? Colpa del colera? Diciamo tranqullamente che la caccia alle streghe degli stoici perbenisti e coglioni moralisti c'è sempre stata ed hanno usato ogni oppurtunità capitata per colonizzare i comportamenti dei più deboli o meno avveduti. Dall'incremento della paura prospera il potere delle religioni che vogliono gli umani sterili ed infelici per il solo scopo di consolidare lo "stare con il potere", di vivere sempre più agiatamente senza lavorare e per questo motivo si alleano con chiunque è in politica  come conservatore. Si forma in questo modo un'oligarchia mondiale G7-G30-G8 fatto da cleri vari, finanzieri, politici inamovibili, scellerati, prevaricatori, ladri, razzisti, modaioli, commercianti, illiberali, affaristi, mediocri, arrivisti e così sia. O amen. Non ci vuole un genio a capire perché negli USA è stato eletto Biden e in Italia Draghi è diventato Presidente del Consiglio e salvatore della patria, essi sono  entrambi integralisti cattolici, (Non ho mai capito se occorre nascere e diventare infervorati credenti per arrivare al potere o se giunti in qualche modo al potere si diventa credenti per consolidarlo). Per capire che aria tira per noi comuni mortali basta attendere qualche mese, e saranno guai grossi come montagne, vedremo che fine faranno le nostre aspirazioni di miglioramento di vita o speranza di vedere affermati primari diritti civili. Ma chi era Nilly? Nilly la raccontiamo usando le parole di Cesare Pavese, che sono un flash memorabile, una "pennellata" di vita vissuta: <<Aveva un modo di mangiare affamato, con occhi golosi, che metteva la smania. Mi piace viaggiare, mi piace amare, disse. Non sai quant’è bello arrivare la sera in un’altra città. Viaggiare sola, mi diceva. Cambiare abitudini, casa, città. Piantare ogni cosa, e per un mese, per un anno essere un’altra. Tu lo sei sempre un’altra, dissi. Lei rise. Riuscivo a farla ridere volendo. Era come suonare. Come dipingere. Ci sono dei gesti, dei versi, dei trilli, dei colori che si fanno per burla, per tirare verso di te chi ti ascolta. Come dare un’occhiata, e far finta di niente. Viene un momento che si fa senza pensarci. Nilly capiva queste cose. Mi guardava. Come aspirasse una boccata d'aria. Mi metteva la mano sul braccio e mi guardava. In quei momenti avrei potuto dirle: andiamo a far l’amore, mai mi avrebbe detto no.>> Da: "Il compagno" di Cesare Pavese.

ANNO 2020, L'IMMAGINARIO SOSPESO

Anno 2020, l'immaginario sospeso.
Parlare di noi come "terresti ridotti" fa una certa impressione, esprime bene l'andamento del tempo. Pur se lo spirito del tempo non è mai uno solo, tuttavia mi sento di dire che per qualche secolo nel passato noi terrestri siamo stati tutt'altro che ridotti. Esuberanti, spavaldi, avventurosi, aggressivi, intraprendenti, ora vediamo prevalere una riduzione, almeno tra quelli che riesco a vedere, che conosco di più, tra quelli più sensibili e più consapevoli. L'atto di immaginare non è morto nel 2020, altrimenti tutti saremmo depressi, ma è stato certamente accantonato. Immaginare significa prevedere, escogitare singolarmente, e pluralmente entrando in processi di trasformazione collettiva. Il nostro immaginare sembra paralizzato, non immaginiamo cosa accadrà, né cosa vorremmo che accadesse. La consueta capacità di essere visionari nel 2020 è rallentata con esiti definibili depressivi, ma anche con evoluzioni non affatto depresssive ma spirituali, sensitive, contemplative, si è sviluppato anche un iper attivismo fisico, palestre in casa, yoga ecc. Non si è capito bene se qualcuno abbia occupato il suo tempo di quarantena in frenetiche attività eoritche, ma corre voce che in tanti abbiano aumentato la frequenza di rapporti amorosi per maggior tempo disponibile, ma anche per mascherina che regalava quella suspense magari sconosciuta fino a quel momento o per l'ingresso del "gioco" nell'erotismo, prima arduo per assenza di tempo e per le ingerenze dei contesti consumistici. Tutto svanirà? Non credo ci sarà un dopo, sarebbe un'illusione. L’idea di aspettare può creare solo depressione o essere fuorviante. Credo che ciò che sta accadendo ora avrà fortissime ripercussioni soprattutto sui ragazzi di oggi, giovani alle prese con la formazione online in una scuola dove sono emersi tutti i suoi difetti, dove c’è tanto lavoro da fare nella pedagogia. Penso spesso ai bambini davanti al PC, al parco con una mascherina con un'intelligenza nutrita da distanziamento sociale, anzi chiamiamolo per nome, distanziamento fisico che è una cosa terribile un fatto di vita ridotta. Sono alimentati con esperienze virtuali che non ammettono corpo e mente. Noi adulti come ci comportiamo? Alcuni ricorderanno come me le generazioni che si sono beccate la prima guerra mondiale, poi la grande depressione e infine la seconda guerra mondiale esse, quando è arrivata la pace e poi il benessere erano già vecchi e addio vita, addio normalità. Oggi se incontrassi una persona interessante conoscendomi, non rinuncerei ad essa pur se sconosciuta. L'avvicinerei come sempre fatto, poi mi sentirò irresponsabile e troppo istintivo, arriverà ansia probabilmente, in ogni caso mi comporterei secondo l'immaginazione che ho di me in quella nuova situazione. Se incontro uno sconosciuto qualsiasi non mi avvicino per nessuna ragione. In generale la scoperta di un'intesa sessuale con una persona sconosciuta che normalmente ci permette di osare, di gioire, si incanala purtroppo in un orizzonte molto ristretto e tutto diventa sterile piatto perché la situazione, intercettata a monte dallo Stato, è piena di divieti. Sicuramente ho notato, intorno a me, un’accelerazione nei tempi di stabilizzazione dei rapporti, se incontri qualcuna/o che ti piace durante una pandemia in cui c’è pochissima vita sociale e poca possibilità di esplorazione, finisci per tenertela stretta, e in un mese ti trovi fidanzata/o senza neanche accorgertene. Cosa accade in pratica' Accade che sale in quota "il vicinato" che è il contrario delle aspirazioni che hanno contrassegnato la mia generazione. Anche nelle grandi città, dove regnava un anonimato rassicurante, eccoci a salutare chi si incontra per strada ed è questa, una delle relazioni "di prossimita" che nascono dagli incontri ricorrenti (spesa, giornale, caffé a portar via, ecc.). I contatti nelle praterie sterminate del Web diventano anch'essi di prossimità pur sembrando  strani, ma chi ha grandi capacità comunicative trova molto da dare e molto da ricevere. Certo, ci vuole intelligenza e grande creatività. Nei giorni rossi, arancio ecc., tutto diventa umanità e tutto per sopperire la totale assenza di contatto umano, di carezze, di baci, di abbracci, ecc.. I mesi di marzo, aprile, e maggio 2020, sono stati un ceffone sonoro a ognuno di noi che trattava gli altri con indifferenza, approssimazione ed egoismo arrogante.Tutto fa diminuire terribilmente la spontaneità delle relazioni umane, ma ognuno di noi ha fame anche di quello che prima la voracità del consumismo e l'arroganza dei comportamenti ci aveva disinteressato, tutti sembriamo spaventati allo stesso modo e talvolta esageriamo. Ci sono comportamenti frequenti di tanti che lasciano ottimisticamente pensare che l'umanità mai si abituerà ai distanziamenti fisici, ad esempio nella città di Piombino gruppetti resistono e si cimentano in chiacchiericci che alimentano una presenza in strada civettuola e menefreghista, è il lato B della troppa e inconsueta disciplina. E' un accaduto frutto dell'irriverenza tipica dei latini che venivano imbavagliati da leggi e leggine dello Stato Pontificio, non sono certamente i Giordano Bruno moderni, ma di sicuro eredi di Meo Patacca, del conte del Grillo, di Rugantino e del conte Tacchia, che il cinema ci ha fatto conoscere sottraendoli al romanzo popolare. Vedo nuovi modi di salutare con affetto, alcuni anche goliardici, una signora si gira e per saluto viene baciata sul collo. L’estetica e la semantica dell’atto d’amore non sono più le stesse e se il terrore mediatico dilagante genera paura del corpo altrui, questo fenomeno trova un terreno fertile in un mondo sessuale caratterizzato da app di incontri fatte a misura per i propri gusti atrofizzati. Solo la grande creatività di alcuni e alcune di noi resisteranno e il bacio sembra costantemente aumentare d'importanza, pur restando nelle retrovie. Sarà pronto per le occasioni irripetibili e non più sprecato qua e la a "ndo coio coio" (dove capita), di romana abitudine. Eros vincerà l'ennesima guerra, dalla sua nascita non è mai stato sconfitto. Sopra: Il Covid-19

LE SESSANTENNI E UNA BELLEZZA SENZA TEMPO

Le sessantenni e una bellezza senza tempo.
Se la femminilità si riduce al solo essere belle, che dire di una sessantenne che perde gli attributi della giovinezza, quegli attributi che abitualmente associamo alla bellezza? Ha i segni, del suo oramai lungo viaggio, come un albero che ha memoria degli anni che lo hanno visto vivere. Il corpo cambia, mentre la sua vita interiore migliora. Una donna è sempre una donna, ma ora con l'età che avanza lo è di più. La bellezza con gli anni si dirada, diventa diversa, non solo tette vistose, viso splendido, portamento, ma ecco un'affascinante splendore che viene da una vita vissuta. Una meraviglia che nasce proprio dalla forza dell'età, che diventa consapevolezza della dignità del suo sesso e della forza che essere una donna genera. Il desiderio è forte, la voglia di essere amate è categorica. Alcune, che hanno dato l'anima ai figli oramai cresciuti, vivono un fermento libero, maturo e frenetico, come per recuperare quel tempo dedicato oltre se stesse. La bellezza, oramai smascherata, continua a non esistere, la bellezza è sempre qualcosa che non dura. Non sono più bella? Finalmente sono amata per un'altra ragione. La verità è che le sessantenni, oggi, sono ancora anche esteticamente belle, perché hanno dismesso la vanità truffaldina verso il maschio, il narcisismo lascia più spazio al masochismo e sanno essere vanitose e creative. La loro è una <<grande bellezza>>, fatta di buona estetica, di buon gusto, di capacità di amare, di libertà sessuale, e un passato che vogliono rileggere. Ci piacciono per come vogliono amare, per come sanno farsi amare, e le guardiamo con sguardo sorpreso, le vediamo bellissime per come ci donano brillanti esempi di vita. La loro vitalità e voglia di essere, sorprende noi coetanei, ci risucchiano nel vortice di grandi passioni, per la vita, per l'estetica, per la natura, per i figli, e ci contagiano. Ci scuotono dal torpore che ci rende tutti uguali, ci fanno entrare in un campo di creatività dove tutto è ancora possibile. Ci insegnano la vita.

L'ESTETICA RIDOTTA E MICHEL HOUELLEBECQ COLPEVOLE

L'estetica ridotta, e Michel Houellebecq colpevole.
Tutti sanno come noi maschi andiamo in fermento quando incontriamo per caso una sconosciuta che calza appieno le nostre preferenze femminili. Della donna, della sua avvenenza, e della sensualità che trasmette ci sorprende come, "proprio quella lì" in mezzo ad altre messaci davanti dal destino, aumenta a dismisura il nostro desiderio e ci turba potentemente. Se la donna ideale che avevamo in testa ci sembrava una figura consolidata, "quella lì" la faceva diventare subito obsoleta, bastava solo averla vista e ci cambiava dentro, ci aveva prodotto senza "volerlo" e saperlo, emozioni diverse che ci investivano come onde magnetiche. Bene tutto questo scordiamocelo, appartiene al passato di chi, come me, ama e vive la potenza della femminilità. Da sempre odiavo gli islamici e il loro credo che copriva i volti e la seduttività delle donne. Odiavo tutti i maschilisti che non rispettavano la natura creativa femminile preziosissima per il buon vivere. Ho odiato la volgarità e l'assenza di estetica negli uomini che accompagnavano le proprie donne, mogli, compagne, amiche, colleghe. Odio Michel Houellebecq che da grande visionario, nel suo libro "Sottomissione" racconta di come un islamico, facendo presa su razzismo, maschilismo, e odio per il femminismo, sfruttando una serie di combinazioni elettorali, favorito dal doppio turno del voto alla francese, riesce a vincere le elezioni presidenziali in Francia. Questo islamico il 3 maggio 2025 si insedia all'Eliseo. Fin qui sembrerebbe un bel problema ma niente al confronto di quello che avverrà il giorno dopo. Il culmine della disgrazia per i francesi arriva il 4 maggio 2025 quando le impiegate della pubblica amministrazione francese statale, e degli Arrondissements, delle città, devono presentarsi in ufficio con il burqa, coprendo "solo" visi e capelli gli occhi no che serviranno per lavorare. Insomma la Francia si trova cambiata nel suo Dna, i francesi non ce la fanno proprio a sopportare quell'estetica ridotta di corpi e veli, troppo mortificante. Tutto viene degradato, la bellezza, i comportamenti, la personalità, si avviliscono maschi e femmine, in un vivere minore, alterato. Insomma Houellebecq l'ha combinata grossa davvero, non solo ha insinuato nelle teste dei lettori una disgrazia da visionario folle, ma ha anche portato iella nera, tutto è accaduto cinque anni prima. Oggi all'incerta riapertura di alcune attività produttive, ci succede qualcosa di simile. Vediamao persone muoversi con mascherine che sembrano burqa, e un modo di fare che è un vivere "inferiore", anomalo, incerto, i movimenti dei copri ci sembrano modificati. Non vediamo più gruppi famigliari, coppie, o ragazzi ciarlieri, ma una massa omogenea mascherata, vediamo il disordine dei capelli, dei vestiti, atteggiamenti nervosi e irascibili. Insolentiti e insolenti che avendo più tempo del solito a disposizione cercano di sopportarsi e vanno di fretta. Fretta per cosa? Per darsi un minimo di contegno, per sopportarsi ed essere sopportati occorre "non pensare" ma fare, e muoversi in fretta diventa un espediente indispensabile. Incontrare una donna in questi giorni non è più un susseguirsi di emozioni ma quasi di fastidio, come incontrare un umano "indefinibile" e indefinito esteticamente. Non viene voglia di guardarla e se la guardi è peggio, ti rattrista. La bellezza degli incontri fantasiosi vissuti negli anni passati, per chi ha avuto la fortuna di apprezzarne l'armonia, diventa una montagna da scalare, un fiume da risalire controcorrente. Quelli che hanno vissuto una fortissima propensione verso il futuro, verso l'imprevisto, verso rapporti affascinanti da sperimentare, che hanno formato famiglie allargate, che hanno spinto verso impegni lavorativi in paesi più rispettosi di chi lavora, si scoprono a guardare indietro. Per la prima volta e contro la propria natura, si vedono rivolti al passato, ed è il vero dramma umano da superare. Oggi ci occorrono idee nuove, comportamenti lineari e soprattutto ragionare diverso. I tentennamenti, l'egocentrismo, far vedere quello  che non siamo o scoprire le intenzioni poco alla volta, sono tutte abitudini contorte che renadono difficilissimi i rapporti umani. Se fino a un anno fa erano superabili anche se con fatica  oggi sono barriere insuperabili. Occorre ragionare come se i cambiamenti del 2020 siano modifiche fatalmente avvenute e che niente sarà come prima, modificare definitivamente le nostre abitudini, riportare i contatti umani avanti a qualsiasi altra questione, avanti al lavoro, ai passatempi, alle passeggiate con il cane e soprattutto agli egoismi e narcisismi deleteri.

L'INELUTTABILITA' E IL NOSTRO PRESIDENTE MATTARELLA

L'ineluttabilità e il nostro Presidente della Repubblica.
La libertà è una cosa seria perché ogni atto libero limita le mie possibilità di scegliere, posso realizzare solo una di esse e non vale aspettare per vedere se il risultato è buono o cattivo, devo prima prendermi la responsabilità di quello che sto facendo. Forse potrò ingannare gli osservatori esterni, come cerca di fare il bambino che dice «non sono stato io!», ma non posso ingannare me stesso,  o almeno non completamente. Ricordate Pinocchio! Insomma quello che chiamiamo «rimorso», senso di colpa, non è niente di più che la sensazione di non essere contenti di noi stessi quando abbiamo impiegato male la libertà. Vale a dire quando l’abbiamo impiegata in contrasto con ciò che veramente vogliamo come esseri umani. Essere responsabili significa sapere di essere autenticamente liberi nel bene e nel male. A differenza delle persone maleducate e vigliacche, la persona responsabile è sempre disposta a rispondere delle sue azioni. «Sì. sono stato io». <<Si ho fatto danni, eccomi qui a riparare>>. Se ci pensate bene, il mondo è pieno di scappatoie per scaricare il soggetto dal peso delle sue responsabilità. La colpa delle cose negative che accadono sembra un fatto accidentale, colpa delle circostanze, della società in cui viviamo, del capitalismo, del carattere (io sono fatto così), della cattiva educazione (mi hanno viziato), dall'ignoranza (non sapevo, non pensavo che fosse così), della pubblicità in tv, delle tentazioni esposte nelle vetrine, degli esempi negativi ma irresistibili. Ecco la parola chiave di tutte queste giustificazioni è: "ineluttabile". Quelli che vogliono togliersi di dosso le responsabilità di quello che fanno credono nell’ineluttabile, nella causa di forza maggiore, credono negli atti onnipotenti, credono di potersi liberare da tutto quello che li costringe, e spesso per mettersi al sicuro non hanno comportamenti ragionevoli, ma fanno quello che gli altri si attendono. Poi accada quello che accada. Non appena appare l’ineluttabile, zac! uno smette di essere libero e diventa una marionetta a cui non si può chiedere conto di niente, si sente al di sopra delle parti, è onnipotente. Quando un individuo generico si barrica dietro l'ineluttabile fa danni e si scusa, chiede clemenza. Scusami!!!??? Ma testa di cazzo come scusami, mi danneggi senza pensarci e te la cavi con scusami?? I dittatori credono fermamente nell'ineluttabile, i cristiani "de Roma Santa" consideravano necessario sterminare gli Ugonotti. Quando l'autorità vuole mostrare  muscoli e la polizia avrà eliminato tutte le tentazioni non ci saranno più delitti né peccati. Non ci sarà più nemmeno la libertà, ovviamente. Perché vi racconto queste amenità, perché l'altra sera il nostro Presidente della Repubblica aveva l'aspetto rassegnato, contrito, di chi aveva preso una decisione ineluttabile, per cause di forza maggiore, ma lo stomaco gli si torceva per il dubbio di aver scelto, tra le sue diverse libertà, la soluzione più idonea per il paese che buttava via le altre possibilità di scelta. Non entro in merito se la decisione è stata giusta, corretta in politica, lineare costituzionalmente o altro, ma sull'aspetto umano della decisione, sul viso dell'uomo c'erano i dubbi che la sua scelta non fosse quella giusta. Anzi a tratti è sembrato che ci chiedesse scusa. E se affermassi che l’ineluttabile non è altro che una superstizione inventata da quelli che hanno paura della libertà? Che tutte le istituzioni e le teorie che ci sollevano dalle responsabilità non vogliono vederci più contenti ma più schiavi? Se dicessi che per quante proibizioni ci impongano e per quanti poliziotti ci controllino ci sarà sempre qualcuno che arreca danni agli altri? Il paradosso e anche il ridicolo invece, stanno annidati più pesantemente nel privato, se qualcuno fa un danno e reagisci minacciando dente per dente, quello userà la minaccia per dire che sei un criminale e che non si deve minacciare nessuno, quindi la minaccia come un'entità ineluttabile. Per cui il massimo della libertà per chi è sempre stato schiavo, se non di altri della sua ignoranza, è ribaltare il ribaltabile: non sono criminale io che ti ho arrecato danni ma sei tu che mi minacci. Questo è il meccanismo fondante le discussioni sui social. Il fatto che la minaccia resti solo una minaccia senza conseguenze per nessuno, è un fatto <<ineluttabile>>, una scusante per chi ha fatto davvero del male con danni reali. In ogni circostanza di reato, o di dubbia o litigiosa questione, se esistesse una super giustizia, sarebbero condannati tutti coloro che chiedono scusa: i colpevoli sono certamente costoro.Sopra: il Quirinale